Modelli Sperimentali in Patologia
I modelli sperimentali servono a capire i meccanismi alla base delle malattie.
Modelli animali
Si usano soprattutto modelli animali come i topi, perché sono piccoli, prolifici, con vita breve, facili da gestire e geneticamente simili all’uomo (isogenici).
Limiti:
- L’ambiente controllato in cui vive il topo non rappresenta la complessità dell’ambiente umano.
- L’inbreeding fa perdere la variabilità naturale.
- Ciò rende difficile studiare le malattie multifattoriali.
Aspetto etico — le 3R per lavorare responsabilmente con gli animali:
- Replacement: sostituire, quando possibile, il modello animale con un altro.
- Reduction: usare il minimo numero di animali necessario.
- Refinement: ridurre il più possibile la sofferenza.
- (Responsabilità dell’operatore.)
Modelli alternativi (animal free)
Esistono modelli che non prevedono l’uso di animali:
- Colture cellulari: manca però l’interazione tra cellule (microambiente).
- Cellule staminali: differenziabili in vari tipi cellulari grazie a cocktail di geni.
- Organoidi: mini-organi ricostruiti in laboratorio, per esempio a partire da tumore umano.
- Bioprinting: stampa 3D di tessuti con biomateriali.
Questi strumenti aiutano a ridurre l’uso degli animali ma non li sostituiscono ancora del tutto. Da questo percorso nasce la medicina traslazionale: dalla ricerca al letto del paziente, verso una medicina specializzata.
🔗 Collegamenti
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