Fattori dell’Ospite nella Risposta Vaccinale
Immunosenescenza: il progressivo deterioramento del sistema immunitario con l’età (erosione dei telomeri, involuzione timica, carico antigenico cronico) e le sue conseguenze cellulari fino all’«inflamm-aging». Fonte: Wikimedia Commons, «Immunosenescence.jpg» (Raquelbusto; CC BY-SA 4.0).
Alcune caratteristiche dell’ospite modificano l’efficacia della vaccinazione (Efficacia dei Vaccini). I dati citati a lezione vengono soprattutto da studi sulla vaccinazione stagionale antinfluenzale.
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Età: la risposta è molto diversa tra soggetti > 65 anni e più giovani, per l’immunosenescenza. Per compensarla si usano vaccini adiuvati, disponibili in particolare per la vaccinazione antinfluenzale, che andrebbero adottati in questa categoria.
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Genere: associato sia alla risposta sia ai tassi di accettazione e quindi alla compliance:
- c’è una differenza di genere nel notificare le reazioni avverse e nella risposta immunologica post-vaccinazione;
- nelle donne mezza dose di vaccino antinfluenzale equivale sostanzialmente alla risposta di una dose intera negli uomini;
- nelle donne vaccinate il rischio di ospedalizzazione e di morte dopo l’infezione è più basso rispetto agli uomini vaccinati.
Come si parla di medicina di genere, si potrebbe parlare di vaccinazione di genere, senza usare la stessa fiala per uomini e donne.
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Stato immunologico (imprinting immunologico): l’esposizione al virus influenzale nella prima decade di vita genera una risposta migliore alla vaccinazione antinfluenzale anche se questa avviene anni o decenni dopo.
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Gravidanza: la risposta immune non cambia se la vaccinazione è fatta nel primo o nel terzo trimestre. La vaccinazione della gravida protegge anche il nascituro, per il passaggio di anticorpi protettivi (Immunità Acquisita): per questo la vaccinazione antinfluenzale è raccomandata in gravidanza, pur con un’efficacy inferiore al 100%.
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Obesità: gli obesi sono a maggior rischio di malattia severa anche da virus influenzale, e l’obesità riduce lo sviluppo di una protezione completa e duratura. Si raccomanda il vaccino adiuvato per ottenere una risposta più forte.
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Microbiota: osservazioni per ora solo su modello animale mostrano una migliore risposta immunitaria alla vaccinazione dopo trattamento con probiotici.
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Fattori genetici: polimorfismi dei geni HLA, delle citochine e dei loro recettori influenzano la risposta alla vaccinazione. Poiché diversi HLA sono associati alla celiachia, è stato ipotizzato (non provato) che i celiaci rispondano meno ai vaccini.
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Ormoni: livelli elevati di estradiolo correlano positivamente con buoni titoli di anticorpi neutralizzanti, sia nei giovani sia nelle donne adulte. Nei giovani adulti il testosterone sierico è invece inversamente correlato allo sviluppo di anticorpi neutralizzanti.
🔗 Collegamenti
- Efficacia dei Vaccini — ⬇️ determinano la differenza tra efficacy ed effectiveness
- Ruolo dell’Ospite nelle Infezioni — 🔗 caratteristiche dell’ospite
- Immunità Acquisita — 🔗 trasmissione di anticorpi materni al feto
- Tipi di Vaccino — 💊 vaccini adiuvati per anziani e obesi
- Effetti Avversi dei Vaccini — 🔗 differenze di genere nelle segnalazioni