Formazione e Accesso alla Professione di Medico di Medicina Generale

Il corso regionale

Per esercitare come medico di medicina generale è obbligatorio conseguire l’abilitazione attraverso un corso regionale di tre anni, che ogni Regione organizza in autonomia e che dà accesso alle graduatorie per l’incarico convenzionato.

Durante il corso il medico percepisce una retribuzione molto bassa, inferiore a quella di uno specializzando, a carico della Regione; nel frattempo può però svolgere attività di continuità assistenziale (le guardie).

Il rapporto con le scuole di specializzazione

Oggi la maggior parte dei giovani MMG ha già una specializzazione e solo dopo affronta i tre anni di corso regionale; quasi tutti gli specialisti che entrano in medicina generale continuano poi a lavorare anche in libera professione (vedi Convenzione e Retribuzione del Medico di Medicina Generale).

Le ragioni per cui pochi scelgono questa strada non sono economiche — il MMG è il medico più pagato del sistema — ma riguardano la burocrazia, il minore fascino percepito della professione e la volontà di conseguire comunque una specializzazione.

La proposta della specializzazione universitaria

L’unica modalità che potrebbe restituire attrattività alla professione è una scuola di specializzazione universitaria anziché regionale: una specializzazione in “medicina del territorio”, che in Inghilterra si chiama Community Medicine.

In Italia esiste già la scuola di specializzazione in Medicina di Comunità (direttrice la dott.ssa Tobaldini), ma i suoi specialisti devono comunque fare i tre anni di corso regionale. Il ministro Schillaci ha dichiarato di voler pensare a una scuola di specializzazione che elimini i tre anni regionali.

L’ostacolo è che le organizzazioni sindacali non vogliono la scuola di specializzazione universitaria, perché considerano i MMG un possesso delle organizzazioni sanitarie del territorio.

Il confronto internazionale

È una situazione che non esiste negli altri Paesi. In molti sistemi è previsto un doppio canale: alcuni medici di medicina generale sono dipendenti del SSN, altri liberi professionisti.

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