Diagnosi e Trattamento dei Tumori dell’Osso

Radiografia: tumore a cellule giganti dell’osso nella testa del quarto metacarpo della mano sinistra (la sede suggerisce l’encondroma come diagnosi differenziale). Fonte: Wikimedia Commons (James Heilman, MD, Public domain).

Metodiche diagnostiche

La diagnosi dei tumori dell’osso è complessa. Si possono usare:

  • le sezioni congelate;
  • l’agobiopsia;
  • la biopsia a cielo aperto.

La citologia agoaspirativa è invece poco utilizzata.

Quando la lesione arriva in frammenti (per esempio da curettage), l’interpretazione richiede la correlazione con il quadro radiologico (vedi Tumori dell’Osso (Generalità e Classificazione)).

Approccio multidimensionale

L’approccio multidimensionale è fondamentale perché alcuni tumori, come l’Osteosarcoma, richiedono trattamenti chemio-radioterapici prima del trattamento locale.

Il trattamento locale è invalidante (per esempio un’amputazione) e non riduce il rischio di malattia metastatica, che è ciò che può uccidere il paziente.

Metastasectomia

Nella pratica clinica le metastasi polmonari di osteosarcoma non sono un limite chirurgico invalicabile. Si esegue una metastasectomia, anche multipla e bilaterale: prima un lato e, un mese dopo, l’altro. Questo approccio ha enormemente migliorato la prognosi.

Radicalità dell’escissione

Anche nell’osso è importante la radicalità dell’escissione. Si usano gli stessi criteri dei tumori dei tessuti molli (Modalità di Escissione e Margini nei Tumori dei Tessuti Molli). Questi criteri valgono soprattutto per i tumori ampi dell’osso, come (secondo il docente) il Condroblastoma e l’Osteosarcoma, la cui escissione chirurgica deve rispettare gli stessi margini previsti per i tessuti molli.

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