Lichen Scleroatrofico
Patologia epiteliale non neoplastica della vulva, riscontrabile anche in altre aree cutanee. Colpisce qualsiasi età, ma è più frequente dopo la menopausa.
Lichen scleroso, forma atrofica. Fonte: Wikimedia Commons (Ed Uthman from Houston, TX, USA, CC BY 2.0).
Patogenesi
Probabile genesi autoimmune: depongono in questo senso la presenza di un infiltrato infiammatorio subepiteliale e l’aumentata frequenza di patologie autoimmuni nelle donne affette.
Morfologia
Placche o macule biancastre lisce, che col tempo possono ingrandirsi e confluire producendo una superficie simile a porcellana o pergamena. Quando è interessata l’intera vulva, le labbra si atrofizzano e agglutinano e l’orifizio vaginale può andare incontro a ostruzione.
Istologia:
- marcato assottigliamento dell’epidermide;
- degenerazione delle cellule basali;
- eccessiva cheratinizzazione (ipercheratosi);
- alterazioni sclerotiche del derma superficiale;
- infiltrato linfocitario a banda nel derma sottostante.
Rischio oncologico
Il lichen scleroatrofico non è di per sé una lesione precancerosa, ma si associa a una probabilità lievemente maggiore di sviluppare un carcinoma a cellule squamose della vulva: è infatti una delle condizioni da cui origina la VIN differenziata, HPV-indipendente.
🔗 Collegamenti
- Leucoplachia Vulvare — 📋 si presenta come leucoplachia
- Iperplasia a Cellule Squamose (Lichen Simplex Cronico) — 🔄 altra patologia epiteliale non neoplastica
- Neoplasia Intraepiteliale Vulvare (VIN) e Carcinoma Vulvare — ➡️ substrato della via HPV-indipendente