Patogenesi del Tumore di Warthin e Cisti Linfoepiteliali

Secondo un’interessante osservazione, alcuni tumori di Warthin non sarebbero di natura neoplastica, ma deriverebbero da:

  1. ostruzione di dotti;
  2. danneggiamento dei dotti su base infiammatoria;
  3. successiva proliferazione del dotto;
  4. arricchimento dello stroma ad opera di tessuto linfatico.

Si formerebbe così una cisti, cioè una cavità delimitata da un epitelio, con una componente infiammatoria a livello stromale.

Tumore di Warthin presentatosi come massa parotidea in un uomo di mezza età sottoposto a parotidectomia superficiale (il tumore è a destra). Fonte: Wikimedia Commons (Ed Uthman, MD, Public domain).

Equiparazione alle cisti linfoepiteliali

In questi casi il tumore di Warthin verrebbe equiparato alle cisti linfoepiteliali, che si ritrovano in diversi distretti: il distretto testa-collo, il pancreas e il timo, dove le cisti timiche multiloculari rappresentano il modello di cisti linfoepiteliale.

È stato suggerito che qualunque stimolo infiammatorio cronico, di qualunque genere — anche la presenza di una neoplasia — possa determinare la proliferazione delle cellule epiteliali, che si arricchiscono di una componente linfoide come espressione dell’infiltrato infiammatorio. Questo giustificherebbe perché tale componente linfoide abbia tutte le caratteristiche dell’infiltrato linfocitario reattivo: formazione di centri germinativi con mantelli e aree paracorticali, esattamente come un qualunque tessuto linfatico reattivo, il cui archetipo è il linfonodo.

Una categoria eterogenea

Questa è un’interpretazione, ma è noto che in altri tumori di Warthin esistono alterazioni molecolari ricorrenti. Probabilmente la categoria comprende una molteplicità di lesioni: alcune sono vere neoplasie, altre sono equiparabili a cisti linfoepiteliali su base non neoplastica.

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