Modificazioni chimiche dell’RNA

Le modificazioni chimiche dell’RNA sono alterazioni covalenti di singoli nucleotidi del trascritto, introdotte dopo la sintesi (post-trascrizionalmente) da enzimi specifici. Non cambiano la sequenza letta come informazione, ma stabilizzano la struttura terziaria della molecola e ne regolano funzione e riconoscimento. Sono particolarmente abbondanti negli RNA che devono ripiegarsi in forme tridimensionali precise e durature: rRNA e tRNA.


Come si formano

Due modifiche ricorrono più di tutte:

  • 2’-O-metilazione: aggiunta di un gruppo metile () all’ossidrile in 2’ del ribosio, catalizzata da una metiltransferasi. Rende il nucleotide più resistente all’idrolisi e irrigidisce localmente lo scheletro.
  • Pseudouridilazione: isomerizzazione di un’uridina in pseudouridina (Ψ): il legame tra base e zucchero passa da N–C a C–C, creando un sito di legame a idrogeno aggiuntivo che rinforza la struttura.

Nel caso di rRNA e tRNA queste modifiche non sono casuali: la posizione esatta del nucleotide da modificare è indicata da piccoli RNA guida, gli snoRNA (small nucleolar RNA), che si appaiano per complementarietà al tratto bersaglio e portano l’enzima sul nucleotide giusto.


Casi specifici nel sistema

  • Maturazione del rRNA: dopo i tagli che separano 18S, 28S e 5.8S dal precursore, i rRNA non sono ancora funzionali: subiscono estese 2’-O-metilazioni e pseudouridilazioni (guidate da snoRNA) e solo dopo si assemblano con le proteine ribosomiali nel nucleolo. Vedi Maturazione dell’RNA.
  • Maturazione del tRNA: numerosi nucleotidi vengono modificati (metilazioni, pseudouridilazioni e altri) per stabilizzare il ripiegamento a trifoglio/L. Rientra qui anche l’inosina in posizione di vacillazione (vedi tRNA).

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