N-glicosilazione

La N-glicosilazione è una modificazione post-traduzionale che consiste nell’aggiunta di una catena di zuccheri (oligosaccaride) a una proteina. È detta “N-” perché il legame si forma sull’azoto della catena laterale di un residuo di asparagina (Asn). La proteina così modificata diventa una glicoproteina.


Come e dove avviene

È un evento co-traduzionale: avviene mentre la catena nascente entra nel lume del Reticolo Endoplasmatico. Un oligosaccaride precostituito viene trasferito in blocco sui residui di asparagina che si trovano in una sequenza-bersaglio appropriata. L’aggiunta è quindi precoce e accompagna il ripiegamento, non lo segue.


A cosa serve

  1. Controllo di qualità del folding (funzione chiave nel RER): l’oligosaccaride funziona da etichetta leggibile dai chaperon calnexina e calreticolina. Lo stato di glucosilazione della catena (presenza/assenza di glucosi terminali) segnala se la proteina è ancora da ripiegare o pronta: è il segnale su cui gira il “ciclo della calnexina”. È così che la glicosilazione partecipa attivamente al riconoscimento delle proteine mal ripiegate.
  2. Riconoscimento e indirizzamento: gli zuccheri esposti sono “indirizzi” molecolari usati per smistare la proteina e per il riconoscimento cellula-cellula.
  3. Solubilità e stabilità: la catena glucidica idrofila aiuta la solubilità e protegge la glicoproteina.

Caso specifico nel sistema

La N-glicosilazione è una delle tappe del ciclo di folding nel RER ed è il presupposto del ciclo calnexina/calreticolina: senza l’etichetta glucidica, il controllo di qualità sulle glicoproteine non potrebbe funzionare.


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