Antigeni Oncofetali e Marcatori Tumorali

I TAA (tumor associated antigens) sono proteine self espresse in modo aberrante dal tumore. Comprendono due gruppi principali.

Antigeni oncofetali

Proteine normalmente espresse dal feto che scompaiono dopo la nascita e tornano a essere espresse in caso di degenerazione neoplastica. Essendo antigeni self, non sono immunogeni e non inducono risposta immune; la loro importanza è puramente diagnostica, perché la loro ricomparsa nel sangue, in un quadro clinico coerente, permette la diagnosi. I più rilevanti:

  • Alfa-fetoproteina (AFP): glicoproteina che alla nascita viene sostituita dall’albumina. La sua ricomparsa indica epatocarcinoma. Si può ritrovare anche nella cirrosi, ma con un quadro clinico chiaro (ascite, ittero, problemi digestivi, calo ponderale) si fa diagnosi di carcinoma del fegato.
  • CEA (antigene carcinoembrionario): serve per il tumore del colon. Quadro tipico: dolori al basso ventre, alternanza diarrea/stipsi, sangue nelle feci, calo ponderale, avversione alla carne. Può comparire anche nei tumori di pancreas, mammella e stomaco, ma nella pratica clinica indica quasi sempre un tumore del colon. Dopo asportazione di un tumore del colon, il monitoraggio del CEA è importante: una sua risalita suggerisce una metastasi.

Antigeni di differenziamento tessuto-specifici

Proteine self iperespresse o espresse in modo aberrante (es. iperespressione di tirosinasi nel melanoma). Servono per diagnosi e terapia dei linfomi B e T. Nello sviluppo dei linfociti B diverse proteine sono espresse in fasi successive; in un linfoma B si cerca il marker associato a una fase per identificare la cellula d’origine. Quanto più precoce è lo stadio di differenziazione d’origine, tanto peggiore la prognosi (maggiore capacità proliferativa): un tumore delle plasmacellule richiede terapia meno intensa rispetto a uno originato da stadi precedenti. Anche questi TAA servono solo a finalizzare la diagnosi e a targettare la terapia.

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