HIV (virus)

L’HIV (Human Immunodeficiency Virus) è il virus che causa l’AIDS (sindrome da immunodeficienza acquisita), la sindrome clinica che ne rappresenta la fase finale. È un retrovirus, dotato di retro-trascrittasi inversa, ed è estremamente piccolo (20 volte più piccolo del virus del vaiolo).

Fu isolato nel 1983 in due laboratori: da Montagnier a Parigi e da Gallo a Washington.

Tipi: HIV-1 e HIV-2

Esistono due tipi di virus HIV, che differiscono per:

  • Struttura genomica: HIV-1 possiede il gene VPU, HIV-2 il gene VPX.
  • Patogenicità: HIV-2 è meno patogeno, quindi intercorre più tempo tra infezione e comparsa dell’AIDS.
  • Distribuzione geografica: HIV-2 è confinato all’Africa occidentale e sub-sahariana.

Gruppi e sottotipi di HIV-1

HIV-1 si suddivide in 4 gruppi: M, N, O, P. Il 90% delle infezioni nel mondo è causato dal gruppo M. Il gruppo M si divide a sua volta in sottotipi (A-K) con virulenza o localizzazione diverse; nei paesi occidentali il sottotipo più comune è il B.

Origini e salto di specie

L’HIV è endemico negli scimpanzé, con cui vive in simbiosi senza provocare patologia. Tra la fine dell’800 e l’inizio del 900 è avvenuto il salto di specie dallo scimpanzé all’uomo, probabilmente nei cacciatori dell’Africa occidentale per ingestione di carne cruda di scimpanzé o contaminazione con il sangue.

Il fatto rimase sconosciuto a lungo. Con l’urbanizzazione, la possibilità di viaggiare e il cambiamento dei costumi sessuali, il virus si diffuse prima in Africa, poi in Occidente grazie ai viaggi aerei. Il cosiddetto “paziente zero” risultò essere uno steward di Air Canada: tracciando i suoi contatti sessuali si ricostruì la catena di trasmissione, poiché tutti loro e i rispettivi contatti avevano contratto l’AIDS.

🔗 Collegamenti