Osso lamellare: è la struttura della maggior parte delle ossa. Ha forte resistenza meccanica e costituisce l’osso definitivo. Si divide in compatto e spongioso.
Osso non lamellare: immaturo, primario, con fasci intrecciati in modo casuale e senza ordine. È presente nell’embrione, nei neonati, in sede metafisaria e durante la riparazione delle fratture, dove c’è una forte reazione infiammatoria.
Osso compatto (corticale)
Tessuto denso, presente soprattutto nello strato esterno e nella diafisi delle ossa lunghe. Costituisce l’80% dello scheletro, anche in peso. Le sue lamelle sono parallele tra loro.
È organizzato in osteoni, che resistono alla pressione e agli urti e proteggono il tessuto spongioso interno. Un osteone è un cilindro di lamelle concentriche attorno al canale di Havers, attraversato da vasi sanguigni, vasi linfatici e nervi.
Negli osteoni ci sono lacune con gli osteociti, che comunicano tra loro tramite dendriti e sono quindi molto sensibili alle necessità di trasformazione e generazione dell’osso.
Gli osteoni seguono le linee di stress e di carico: il carico rimodella l’osso (Legge di Wolff).
Osso spongioso (trabecolare)
Compone l’interno dell’osso ed è presente soprattutto nelle ossa corte, piatte e irregolari. Pesa molto meno dell’osso compatto e la sua quantità varia con l’età (intorno ai 75–80 anni è quasi assente).
Le lamelle, intrecciate tra loro, non formano osteoni ma trabecole sottili che si ramificano in un reticolato aperto contenente il midollo osseo rosso. Garantisce una migliore vascolarizzazione e contiene le cellule staminali.
Attraverso i canalicoli arrivano i vasi che portano nutrienti agli osteociti e al midollo e rimuovono i materiali di scarto degli osteociti.
Anche le trabecole si dispongono secondo le linee di carico e di trazione (legge di Wolff).