Periostio ed Endostio

Periostio

  • Guaina connettivale vascolarizzata che riveste il tessuto osseo e favorisce la guarigione delle fratture.
  • Ha due strati: uno fibroso esterno e uno interno. Dallo strato esterno partono fibre di collagene, le fibre di Sharpey (o perforanti), presenti anche nelle inserzioni dei tendini.
  • È ricco di cellule staminali mesenchimali quiescenti, capaci di differenziarsi. Per questo l’osso può rigenerarsi e guarire anche nell’adulto.
  • Nel bambino è molto più spesso che nell’anziano: per questo le fratture in età infantile guariscono meglio e più in fretta.
  • Si forma nell’ultima fase dell’Ossificazione Intramembranosa, quando il mesenchima si riduce.

La cartilagine è invece coperta da una lamina detta lamina splendens.


(Integrazione da: sbobina 10)

Periostio nel neonato e nel bambino

  • Nel neonato il periostio è spesso quasi quanto l’osso; con la crescita diventa sempre più sottile.
  • Fornisce le cellule mesenchimali che danno lo stimolo alla riparazione ossea e alla vascolarizzazione: per questo le Fratture da Parto guariscono in circa una settimana.
  • Durante il trauma, il periostio spesso sostiene l’osso che si deforma e ne limita la scomposizione (vedi Fratture nel Bambino).

Endostio

Concettualmente è il periostio all’interno del canale midollare, che riveste. Nella riparazione ha lo stesso ruolo del periostio.

Periostio ed endostio ospitano le cellule osteoprogenitrici (vedi Osteoblasti).


(Integrazione da: sbobina 14)

Apporto di sangue all’osso

  • 1/3 esterno: irrorato da vasi periostali, che originano da arterie nominate e penetrano nell’osso dai punti di inserzione di legamenti o fascia. Sono tutti vasi a parete sottile: venule o capillari.
  • 2/3 interni: irrorati dall’arteria nutritizia, che si divide in arteriole che irrorano l’endostio.

Conoscere la vascolarizzazione serve a non compromettere ulteriormente i tessuti in chirurgia, soprattutto nelle Fratture Esposte.

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