Carcinoma Duttale della Mammella (in situ e invasivo)

Carcinoma mammario originato dall’epitelio dei dotti. Rappresenta ~⅔ dei carcinomi mammari (il restante ⅓ è lobulare). Si distinguono una fase in situ (non invasiva) e una invasiva.

Carcinoma duttale in situ (CDIS) – fase iniziale

Carcinoma preinvasivo: non ha ancora superato la membrana basale.

  • Le cellule proliferano all’interno dei dotti, ipercromatiche, con nuclei grandi che occupano gran parte del citoplasma.
  • Cellule confinate in un’area precisa, non infiltrano lo stroma.
  • Può derivare da un’iperplasia atipica → forma iniziale di carcinoma in situ. Importante riconoscerlo precocemente, perché può evolvere in carcinoma invasivo.

Pattern cribriforme

Le cellule formano ponti cellulari e piccoli fori all’interno del lume del dotto (aspetto “a setaccio”). Cellule maligne con atipie evidenti, ma membrana basale intatta.

Si osservano aree multiple con pattern cribriforme, ancora confinate nei dotti.

Concetto chiave: carcinoma “in situ” = maligno nelle caratteristiche citologiche, ma non ancora invasivo. È pericoloso e va rimosso.

CDIS con aree di necrosi

Diversi gradi di rischio invasivo nello stesso preparato:

  • Alcuni dotti mostrano ancora il pattern cribriforme (basso rischio).
  • Altri sono completamente riempiti da cellule neoplastiche con necrosi centrale → maggiore probabilità di invasione futura.

Membrana basale: ispessita (reazione fibrotica protettiva) nei carcinomi a bassa invasività; assottigliata e disorganizzata nei carcinomi invasivi (alterazione del collagene). Le cellule neoplastiche e i fibroblasti reattivi producono una capsula fibrosa (mediata da TGF-β). Le alterazioni della membrana basale hanno valore diagnostico e prognostico.

Carcinoma duttale invasivo

Carcinoma maligno infiltrante.

  • Le cellule superano la membrana basale → invasione dello stroma.
  • Tessuto disorganizzato, non più riconoscibile come ghiandolare.
  • Stroma fibroso denso (reazione desmoplastica), ricco di collagene.
  • Nuclei molto ipercromatici, irregolari e disomogenei; alcune cellule mostrano aberrazioni cromosomiche.
  • Diagnosi: carcinoma ghiandolare altamente differenziato, ma già infiltrante. L’immunoistochimica conferma l’origine ghiandolare (recettori ormonali o marker epiteliali).

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