Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE)

Il primo pilastro della digitalizzazione

Nella seconda componente della Missione 6 del PNRR l’Italia ha deciso di aggredire in prima battuta il pilastro del Fascicolo Sanitario Elettronico.

Praticamente tutti i cittadini italiani hanno oggi un FSE attivato, ma molti non lo consultano o non sanno ancora come usarlo a regime: resta quindi un problema d’uso, distinto dal problema tecnico.

Che cosa vi arriva già

Dal punto di vista tecnico, in tutta Italia sono emessi con firma digitale e caricamento automatico sul fascicolo:

  • analisi del sangue e referti di laboratorio;
  • referti di anatomia patologica;
  • dimissioni dal Pronto Soccorso;
  • lettere di dimissione da reparto ordinario;
  • donazioni di sangue;
  • vaccinazioni.

Il divario tra regioni

La situazione è pienamente a regime in Lombardia, Piemonte, Veneto, Toscana ed Emilia-Romagna, così come nel Lazio e nelle Marche; non è ancora a regime né efficiente in realtà come Sardegna, Puglia e Basilicata (vedi Regionalizzazione del SSN).

Il passo successivo: la cartella clinica completa

In Piemonte gli ospedali di Asti e Cuneo sono i primi due a sperimentare il caricamento sul fascicolo della cartella clinica integrale: immagini radiologiche, referti, verbali di dimissione e qualsiasi indagine diagnostica del cittadino, comprese le prestazioni di radiologia pesante come risonanze magnetiche e TAC. In prospettiva significa non dover più ritirare fisicamente né immagini né referto. Il Piemonte lo rende possibile con un investimento massiccio nello spazio cloud sanitario centralizzato necessario per stoccare le immagini.

In Lombardia, invece, dopo una risonanza il fascicolo mostra immediatamente il testo del referto, ma per visualizzare o scaricare le immagini bisogna recarsi fisicamente allo sportello. Il privato accreditato aggira l’ostacolo a pagamento: al momento del pagamento della prestazione offre, per 15 euro in più, un codice digitale per scaricare le immagini da internet.

La Lombardia inizia il caricamento sperimentale della cartella clinica digitalizzata dal 19 maggio 2026, con una fase sperimentale ridotta per verificare la reale capacità di assorbimento informatico e la tenuta dei fascicoli regionali.

La scadenza

Il target completo va raggiunto entro dicembre 2026: una transizione digitale di questa rapidità appare come una «mission impossible», e sono attese deroghe temporanee ministeriali. Lo standard tecnologico è però già realtà nel resto d’Europa, quindi l’adeguamento è obbligato.

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