Scheda di Dimissione Ospedaliera (SDO)

Natura del dato

È collegata ai DRG (Diagnosis Related Group) ed è usata principalmente per ottenere il rimborso regionale: è quindi un dato soprattutto amministrativo. Poiché gli ospedali sono molto attenti alla sua completezza, diventa anche una fonte affidabile di dati sanitari. L’accesso ai dati di dimissione è soggetto ad autorizzazione.

Flusso

  • Esiste una banca dati nazionale delle SDO.
  • Le SDO vengono inviate periodicamente al Ministero della Salute, che le elabora e pubblica.
  • Su questo flusso si basa il Programma Nazionale Esiti, i cui dati sono resi disponibili a livello nazionale tramite l’AGENAS (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali).

Le diagnosi riportate vengono codificate con l’ICD (Classificazione Internazionale delle Malattie).


(Integrazione da: sbobina 15)

Uso nella gestione del rischio clinico

Essendo completamente informatizzata e tracciando l’intero percorso diagnostico-terapeutico, la SDO è uno strumento fondamentale per cercare attivamente gli errori tramite l’analisi dei trigger (indicatori di anomalia, es. il rientro in sala operatoria a breve distanza dal primo intervento). Dettagli in Identificazione degli Errori.


(Integrazione da: sbobina 18)

Affidabilità dei dati nel tempo

I dati SDO raccolti dall’AGENAS dal 2006–2007 erano poco attendibili fino al 2012, per due problemi principali:

  • non tutte le strutture erano informatizzate (molte usavano ancora cartelle cartacee);
  • le schede venivano talvolta compilate in modo impreciso o incompleto.

Le nuove SDO introdotte dal COVID registrano l’ora di arrivo in PS e l’ora di arrivo in sala operatoria, permettendo di misurare con precisione indicatori di tempestività come l’intervento entro 48 ore per frattura di femore (vedi Piano Nazionale Esiti (PNE)).


(Integrazione da: sbobina 20)

Contenuto e valore medico-legale

  • Il sistema DRG si basa sulla SDO. La scheda era già adottata in passato e registrava tutto del paziente, dal motivo del ricovero ai dati personali: se si digitalizzassero le SDO dell’epoca si avrebbe una fotografia dell’epidemiologia del tempo.
  • Oggi in Lombardia è completamente informatizzata e contiene una parte anagrafica e una parte dedicata a diagnosi, comorbidità e prestazioni effettuate.
  • Fa parte della cartella clinica e ha valore medico-legale: non si possono scrivere falsità.

Chi la compila

  • La compila e la codifica il medico che ha preso in carico il paziente. Spesso i medici non vogliono farlo e delegano il compito ai neo-specializzandi.
  • Il Niguarda ha un gruppo di codificatori centrali che lavora per dipartimenti e codifica ogni SDO. Sono pagati moltissimo, perché da quanto scritto in scheda devono risalire alla patologia corretta, e per questo seguono molti corsi.
  • Si potrebbe far compilare le SDO all’intelligenza artificiale, ma ci sarebbero possibili problemi con il Garante della Privacy.
  • Le diagnosi si codificano con l’ICD-9-CM (vedi ICD (Classificazione Internazionale delle Malattie)).

Percorso della scheda

  1. Direzione medica di presidio
  2. Direzione sanitaria
  3. Regione
  4. Ministero, per i LEA e il Piano Nazionale Esiti

Per questo è utile e strategico codificare bene ogni scheda.

Possibili usi

  • Ricerca epidemiologica, ma solo per le patologie legate al ricovero (sfuggono quelle gestite sul territorio).
  • Programmazione: secondo la docente non è un uso reale, “altrimenti avremmo chiuso la metà degli ospedali italiani”.
  • Rimborsi.
  • Piano Nazionale Esiti: qualità dell’assistenza e confronti.
  • Divisione corretta delle risorse tra i reparti. Alcuni reparti dimettono molte meno persone (es. UTI, unità coronariche) e hanno accordi di rimborso diversi (es. giorni di degenza, intensità di cura). Ogni ospedale decide in autonomia.

Controlli

Ogni struttura deve controllare le SDO per:

  • correttezza: corrispondenza al vero, verificata in autonomia dal software;
  • completezza e tempestività della compilazione: a ogni paziente deve sempre corrispondere una scheda.

Oggi vengono identificati con codice fiscale sia il paziente sia l’operatore che compila, insieme all’orario di compilazione (dati che verranno usati per la stesura del piano nazionale di prevenzione). In caso di anomalie il reparto riceve un alert.

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