Organizzazione Dipartimentale dell’Ospedale (dal 1999)

Il dipartimento come modello ordinario

A partire dal 1999 il dipartimento è il meccanismo che deve essere adottato negli ospedali e nelle aziende sanitarie italiane come modello ordinario di organizzazione. Serve a integrare tra loro le unità operative che devono cooperare e coordinarsi in maniera più stretta.

  • Il dipartimento cardiovascolare comprende la cardiologia, l’emodinamica, la chirurgia vascolare, la cardiotecologia e l’UTIC.
  • Il dipartimento di medicina interna si occupa delle medicine internistiche.

Analogamente per gli altri dipartimenti.

Esempio estero: un grande ospedale inglese da migliaia di posti letto è organizzato in quattro dipartimenti: medico, chirurgico e anestesia, donna e bambino, e un quarto riportato nella trascrizione come “anossico” (non interpretabile). Il nome dell’ospedale compare come “Wehrall”, verosimilmente Wirral.

Divisionalizzazione e corporatization

L’organizzazione per dipartimenti è definita dipartimentalizzazione o divisionalizzazione, ed è parte della corporatization, cioè del tentativo di far diventare gli ospedali un po’ più azienda (vedi Evoluzione dell’Ospedale in Azienda (Iatrocrazia, Burocrazia Professionale, Corporatization)).

A livello di dipartimento questo si traduce in una doppia guida:

Le tre direzioni di trasformazione

Gli ospedali si stanno trasformando in tre grandi direzioni:

  1. Superamento dell’aggettivo possessivo e delle logiche a silos sulle discipline, sul modello Humanitas: multidisciplinarietà e utilizzo più flessibile possibile delle risorse (vedi Superamento dell’Aggettivo Possessivo (Mount Sinai e Humanitas)).
  2. Divisionalizzazione crescente, con un ruolo più importante dei dipartimenti come strutture organizzative che fanno cooperare e coordinano le unità operative, standardizzano il processo sanitario e ottimizzano il flusso dei pazienti (pre-operatorio, terapie, interventi). La direzione di dipartimento diventa il livello intermedio tra la direzione aziendale e le strutture complesse.
  3. Team multidisciplinari (vedi Clinical Service Lines e Team Multidisciplinari).

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