Ospedale del Futuro
Poche degenze, molti servizi
_200326_Sfide-del-prossimo-futuro/media/17sanpubb-c200326sfide-del-prossimo-futuro-img1.png)
Nell’ospedale del futuro il numero di degenze sarà esiguo, a fronte di un’enorme quantità di servizi di supporto e di ricerca. Non serviranno tutti i posti letto attuali: già oggi molti pazienti che occupano un letto potrebbero essere curati altrove.
Vita utile di un ospedale
Nel grafico a sinistra il Policlinico è la curva gialla; l’Humanitas, aperto nel 1995, è stato completamente ristrutturato nel 2010.
- Il tempo di vita è di 15 anni: anche negli Stati Uniti gli ospedali vengono chiusi, abbattuti e ricostruiti in 15 anni, perché diventano inadeguati per struttura, tecnologia e tipologia.
- Il tempo di vita vero è di 20 anni, perché in quel tempo cambiano le esigenze di cura.
Piuttosto che continuare a ristrutturare, lo si chiude e se ne ricostruisce un altro, oppure lo si rimaneggia pesantemente (come l’Humanitas). Tra progettazione e finanziamento però il progetto messo a bando può essere realizzato 8–10 anni dopo: un tempo molto lungo, perché in 10 anni cambia la modalità di cura.
Esempio — sale ibride: una sala ibrida con TC è molto diversa da una sala operatoria convenzionale (cambiano metri quadri di superficie). Oggi un ospedale all’avanguardia non può non avere una sala ibrida, dove lavora il radiologo interventista e si può operare a cielo chiuso.
Tendenze che guideranno la trasformazione
Si vogliono ospedali in grado di curare i pazienti di oggi. Le variazioni più prevedibili e significative:
_200326_Sfide-del-prossimo-futuro/media/17sanpubb-c200326sfide-del-prossimo-futuro-img9.png)
- Aumento di interventi chirurgici ed endoscopici in day surgery o chirurgia ambulatoriale, verso degenze molto brevi.
- Aumento della chirurgia mini-invasiva, videoassistita e robotica.
- Crescita della chirurgia endovascolare in centri specifici per l’interventistica.
- Nuove tecniche diagnostiche e terapeutiche (genomica, proteomica, nanotecnologie, colture di tessuti) in laboratori specialistici.
- Nuove tecniche di imaging con grandi macchine, anche con acceleratori di particelle, verso una diagnostica 3D.
- Sviluppo della Telemedicina (ECG, ecografie, esami di laboratorio a distanza — POCT —, teleconsulti), con aree di teleconferenza.
- Interventistica a distanza.
- Point of care: dispositivi che danno ad esempio i risultati degli esami del sangue senza ricorrere al laboratorio.
- Comunicazione: tendenza alla dematerializzazione dei contatti ed eliminazione di alcuni flussi (revisione di percorsi e modalità di comunicazione).
- Integrazione tra assistenza e ricerca (learning hospital): servono aule, laboratori e studi vicini alle strutture assistenziali.
- Formazione e conoscenza (aule distribuite, supporto alla comunicazione) basate sulla simulazione, in ospedale o accanto, così che gli studenti imparino senza accanirsi sui pazienti.
- Incremento delle aree di degenza intensive nei diversi settori specialistici, per pazienti che hanno sempre più bisogno di cure intensive per brevi periodi.
- Degenze sempre più in camere singole con aree accessorie per il personale, organizzazione dipartimentale e responsabilità prevalentemente infermieristica (reparti divisi in moduli funzionali di dimensioni che garantiscano efficienza).
_200326_Sfide-del-prossimo-futuro/media/17sanpubb-c200326sfide-del-prossimo-futuro-img8.png)
- Logistica just in time (dose di farmaco personalizzata, service sull’interventistica, niente magazzini decentrati), con servizio in loco alle strutture operative: vanno ottimizzati flussi e tracciabilità di persone e materiali. La logistica più spinta azzera le scorte e non occupa spazio: niente più magazzini pieni di farmaci o lenzuola.
- Gestione di grandi moli di dati e informazioni (es. cartelle cliniche informatizzate, vedi Digitalizzazione della Sanità).
- Aumento dei problemi di sicurezza e privacy (vedi Segreto Professionale e Privacy).
- Dematerializzazione: via carta e penna, dentro i tablet.
Caratteristiche dei nuovi ospedali
(non trattato nell’a.a. corrente) I nuovi ospedali in Italia dovrebbero avere: umanizzazione, urbanità, socialità, organizzazione, interattività, appropriatezza, affidabilità, innovazione, ricerca, formazione. Socialità e interattività significano un ospedale in continuità con la città (vedi l’esempio di Barcellona in Ospedale per Intensità di Cura).
Più costoso
L’ospedale con i posti letto resterà indispensabile e diventerà più costoso: vedi Bedless Hospital e Poliambulatori.
🔗 Collegamenti
- Ospedale per Intensità di Cura — ⬆️ modello di riferimento
- Bedless Hospital e Poliambulatori — 🔄 ciò che esce dall’ospedale
- Telemedicina — 📋 tendenza
- Digitalizzazione della Sanità — 📋 tendenza
- Crisi del Sistema Ospedaliero Italiano — 🔄 ospedali italiani vecchi
- DM 70 del 2015 (Standard Ospedalieri) — 🔗 modello di Renzo Piano