Seconda Fase di Aziendalizzazione (dal 2010)

Perché non basta più misurare

Dal 1995–96 al 2010 l’azienda sanitaria si è dotata di sistemi di controllo di gestione e di cicli di programmazione (Ciclo della Performance e PIAO). Nel 2010 si fa un ragionamento nuovo: continuare a fare meglio senza modificare i processi di trasformazione è difficile. È difficile pensare di ottenere risultati migliori continuando a fare le cose nello stesso modo con cui le si è sempre fatte; arriva il momento in cui bisogna cambiare il modo di lavorare.

Che cosa cambia

Si apre una fase in cui, oltre a misurare efficienza ed efficacia — e quindi l’economicità complessiva — per migliorare l’economicità si interviene sui processi di trasformazione stessi (vedi Processo Produttivo Sanitario (Input, Output, Outcome)).

Emerge così una seconda fase di corporatizzazione, caratterizzata dall’inserimento crescente di professionisti che si occupano di gestione operativa:

  • sono collocati in staff alla direzione sanitaria o alla direzione aziendale, quindi al centro dell’organizzazione;
  • riportano direttamente alle direzioni;
  • hanno un grande impatto sul lavoro dei professionisti sanitari.

Le due connotazioni dell’azienda sanitaria di oggi

Le strutture in cui si va a lavorare oggi sono aziende per due caratteristiche:

  • management per obiettivi, che lavora sul miglioramento dei rapporti output/input e outcome/input, cioè sulla produttività;
  • gestione operativa, che lavora in profondità dentro i processi di trasformazione (vedi Gestione Operativa (Operations Management)).

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