Ciclo della Performance e PIAO

Il ciclo della performance

Programmare gli obiettivi di un’unità operativa significa definire le performance attese di quell’unità. Il meccanismo che regge questo processo si chiama ciclo della performance e comprende:

  1. programmazione;
  2. definizione degli obiettivi;
  3. monitoraggio;
  4. controllo;
  5. erogazione degli incentivi sulla base dei risultati raggiunti.

La sua base operativa è la negoziazione della scheda budget con le strutture complesse.

Il piano della performance

Fino al 2024 tutte le aziende erano tenute a costruire un documento triennale chiamato piano della performance: una sorta di mini piano strategico che definiva le dimensioni attorno a cui l’azienda assumeva i propri impegni, impegni che dovevano poi trovare corrispondenza nelle schede budget.

L’esempio è l’ASL della Romagna: circa 1.200.000 abitanti e un budget da gestire intorno ai 2,5 miliardi di euro, con cui deve pagare i propri dipendenti, i quattro ospedali principali (Forlì, Cesena, Ravenna, Rimini), gli ospedali distrettuali e la mobilità dei cittadini che vanno a curarsi a Bologna (vedi Mobilità Sanitaria Interregionale).

Il PIAO

Il piano della performance è confluito in un documento oggi chiamato PIAO, un piano integrato che per ogni azienda sanitaria contiene una serie di indicazioni su:

  • la sua strategia;
  • la sua organizzazione;
  • il modo in cui si sviluppa il ciclo della performance.

L’esempio riportato è il PIAO del San Giovanni Addolorata, grande azienda ospedaliera di Roma.

La sfida del periodo 1995–2010

Dal 1995–96 fino al 2010 la grande sfida dell’azienda sanitaria è stata dotarsi di sistemi di controllo di gestione e di cicli di programmazione, e far sì che i direttori di struttura complessa si sedessero al tavolo con le direzioni aziendali almeno una volta l’anno per definire gli obiettivi (vedi Seconda Fase di Aziendalizzazione (dal 2010) per la fase successiva).

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