Management by Objectives (MBO)
Peter F. Drucker, padre del management moderno, che introdusse il management by objectives. Fonte: Wikimedia Commons, «Drucker5789.jpg» (Jeff McNeill; CC BY-SA 2.0).
Origine: il management scientifico
Ai primi del Novecento emerge il management scientifico, che si ricollega alle figure di Taylor, Ford e a una serie di autori di quegli anni. La sua teorizzazione dice una cosa molto semplice: se vuoi lavorare bene devi lavorare per obiettivi, devi darti una pianificazione. È quello che si chiama MBO, Management By Objectives.
Insieme all’ufficio tempi e metodi — l’altro pilastro, da cui deriva la gestione operativa — l’MBO è uno dei due temi fondamentali della grande rivoluzione industriale dei primi del Novecento.
L’ingresso in sanità
L’MBO non esisteva nelle strutture sanitarie prima dell’aziendalizzazione, cioè prima del 1995–96. Da allora tutti i direttori di struttura complessa sono tenuti, all’inizio dell’anno e di solito tra gennaio e marzo, a programmare con la direzione aziendale gli obiettivi della propria unità operativa: a definire che cosa si impegnano a fare quell’anno con le risorse a disposizione — personale, posti letto, sale operatorie, programmazione ambulatoriale.
Lo strumento della negoziazione è la Scheda Budget; il meccanismo complessivo in cui si inserisce è il ciclo della performance.
Che cosa significa per i clinici
Darsi un obiettivo significa che oggi si chiede anche ai chirurghi di ragionare su:
- il case mix trattato;
- dove attraggono i pazienti;
- come gestiscono le liste di attesa, chi mettono prima e chi dopo, e quali sono i criteri che definiscono queste priorità (vedi Criteri di Priorità nelle Liste di Attesa).
🔗 Collegamenti
- Le Tre E (Efficienza, Efficacia, Economicità) — ⬆️ presupposto della misura di efficacia
- Scheda Budget — ⬇️ strumento operativo
- Ciclo della Performance e PIAO — 📋 fa parte di
- Gestione Operativa (Operations Management) — 🔗 secondo pilastro
- Criteri di Priorità nelle Liste di Attesa — ⬇️ leva gestionale del clinico