Epidemiologia dell’Epatite C

Mortalità

L’Epatite C (HCV) è un enorme problema in termini di mortalità. La curva ha un andamento opposto a quella dell’epatite B: la mortalità associata all’HCV è in aumento anziché in diminuzione.

Il motivo è la storia del virus: HCV ha avuto un’ampia diffusione tra la fine degli anni ‘50 e gli anni ‘60. Ciò che si osserva oggi è l’effetto della cronicizzazione di quelle infezioni pregresse: gli esiti cumulati (patologie croniche, tumori) si manifestano solo dopo un lungo periodo e hanno portato alla mortalità.

Riguardo ai portatori cronici attivi (HCV-RNA+) in Europa, l’Italia è un paese da attenzionare per l’alta presenza di portatori come sorgente d’infezione (Serbatoio e Sorgente di Infezione, Epatite C in Italia).

Nella distribuzione mondiale delle morti nel 2021 il quadro è discretamente eterogeneo, ma interessa molto l’Italia, soprattutto per la mortalità. Anche senza un trend in aumento nell’incidenza e nei nuovi casi, c’è un aumento degli esiti della cronicizzazione (anche per l’introduzione degli screening), quindi aumento della mortalità e delle conseguenze più gravi. La mortalità riguarda fasce d’età ben definite, soprattutto l’età adulta, perché si tratta di infezioni pregresse.

Burden

  • ~50 milioni di portatori cronici nel mondo, contro le centinaia di milioni di portatori cronici di HBV.
  • ~1 milione di nuove infezioni all’anno: non si è ancora nella fase di controllo dell’infezione (Controllo, Eliminazione ed Eradicazione).
  • Co-infezione con HIV: circa il 6%, pari a 2,3 milioni di soggetti nel mondo. HCV e HIV condividono le stesse modalità di trasmissione, quindi spesso “viaggiano insieme” (Trasmissione dell’Epatite C).

Consapevolezza e accesso alle cure

Solo il 36% dei portatori cronici sa di esserlo. Questo comporta fallimenti di prevenzione:

  • Prevenzione Primaria: non conoscendo la sorgente di infezione, non si possono mettere in atto le strategie di prevenzione.
  • Prevenzione Secondaria: non si possono intraprendere le terapie che permettono di tenere sotto controllo o eliminare del tutto l’infezione.

Inoltre non tutti i portatori consapevoli sono sottoposti a trattamento: dal punto di vista della sanità pubblica esistono forti disuguaglianze, e non a tutti sono accessibili le cure in grado di eradicare l’infezione. Da qui il ruolo dello screening (Prevenzione dell’Epatite C).

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