Ospedale del Futuro

Poche degenze, molti servizi

Nell’ospedale del futuro il numero di degenze sarà esiguo, a fronte di un’enorme quantità di servizi di supporto e di ricerca. Non serviranno tutti i posti letto attuali: già oggi molti pazienti che occupano un letto potrebbero essere curati altrove.

Vita utile di un ospedale

Nel grafico a sinistra il Policlinico è la curva gialla; l’Humanitas, aperto nel 1995, è stato completamente ristrutturato nel 2010.

  • Il tempo di vita è di 15 anni: anche negli Stati Uniti gli ospedali vengono chiusi, abbattuti e ricostruiti in 15 anni, perché diventano inadeguati per struttura, tecnologia e tipologia.
  • Il tempo di vita vero è di 20 anni, perché in quel tempo cambiano le esigenze di cura.

Piuttosto che continuare a ristrutturare, lo si chiude e se ne ricostruisce un altro, oppure lo si rimaneggia pesantemente (come l’Humanitas). Tra progettazione e finanziamento però il progetto messo a bando può essere realizzato 8–10 anni dopo: un tempo molto lungo, perché in 10 anni cambia la modalità di cura.

Esempio — sale ibride: una sala ibrida con TC è molto diversa da una sala operatoria convenzionale (cambiano metri quadri di superficie). Oggi un ospedale all’avanguardia non può non avere una sala ibrida, dove lavora il radiologo interventista e si può operare a cielo chiuso.

Tendenze che guideranno la trasformazione

Si vogliono ospedali in grado di curare i pazienti di oggi. Le variazioni più prevedibili e significative:

  • Aumento di interventi chirurgici ed endoscopici in day surgery o chirurgia ambulatoriale, verso degenze molto brevi.
  • Aumento della chirurgia mini-invasiva, videoassistita e robotica.
  • Crescita della chirurgia endovascolare in centri specifici per l’interventistica.
  • Nuove tecniche diagnostiche e terapeutiche (genomica, proteomica, nanotecnologie, colture di tessuti) in laboratori specialistici.
  • Nuove tecniche di imaging con grandi macchine, anche con acceleratori di particelle, verso una diagnostica 3D.
  • Sviluppo della Telemedicina (ECG, ecografie, esami di laboratorio a distanza — POCT —, teleconsulti), con aree di teleconferenza.
  • Interventistica a distanza.
  • Point of care: dispositivi che danno ad esempio i risultati degli esami del sangue senza ricorrere al laboratorio.
  • Comunicazione: tendenza alla dematerializzazione dei contatti ed eliminazione di alcuni flussi (revisione di percorsi e modalità di comunicazione).
  • Integrazione tra assistenza e ricerca (learning hospital): servono aule, laboratori e studi vicini alle strutture assistenziali.
  • Formazione e conoscenza (aule distribuite, supporto alla comunicazione) basate sulla simulazione, in ospedale o accanto, così che gli studenti imparino senza accanirsi sui pazienti.
  • Incremento delle aree di degenza intensive nei diversi settori specialistici, per pazienti che hanno sempre più bisogno di cure intensive per brevi periodi.
  • Degenze sempre più in camere singole con aree accessorie per il personale, organizzazione dipartimentale e responsabilità prevalentemente infermieristica (reparti divisi in moduli funzionali di dimensioni che garantiscano efficienza).

  • Logistica just in time (dose di farmaco personalizzata, service sull’interventistica, niente magazzini decentrati), con servizio in loco alle strutture operative: vanno ottimizzati flussi e tracciabilità di persone e materiali. La logistica più spinta azzera le scorte e non occupa spazio: niente più magazzini pieni di farmaci o lenzuola.
  • Gestione di grandi moli di dati e informazioni (es. cartelle cliniche informatizzate, vedi Digitalizzazione della Sanità).
  • Aumento dei problemi di sicurezza e privacy (vedi Segreto Professionale e Privacy).
  • Dematerializzazione: via carta e penna, dentro i tablet.

Caratteristiche dei nuovi ospedali

(non trattato nell’a.a. corrente) I nuovi ospedali in Italia dovrebbero avere: umanizzazione, urbanità, socialità, organizzazione, interattività, appropriatezza, affidabilità, innovazione, ricerca, formazione. Socialità e interattività significano un ospedale in continuità con la città (vedi l’esempio di Barcellona in Ospedale per Intensità di Cura).

Più costoso

L’ospedale con i posti letto resterà indispensabile e diventerà più costoso: vedi Bedless Hospital e Poliambulatori.

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