Ipofisiti

Lesioni infiammatorie dell’ipofisi. Nell’insieme rare, tranne quelle legate a malattia autoimmune da farmaci inibitori del checkpoint immunitario.

Ipofisite linfocitaria

Definita da un’infiltrazione di linfociti e plasmacellule nell’ipofisi. Come molte malattie autoimmuni, è più frequente nelle donne giovani, può comparire nel post partum e associarsi ad altre malattie autoimmuni (tiroiditi, paratiroiditi). Richiede dd con i linfomi: qui i linfociti sono piccoli, l’infiltrato è policlonale e comprende plasmacellule → interpretabile come infiltrato non neoplastico.

Ipofisite in corso di malattia da IgG4

Molto rara, caratterizzata da infiltrazione di linfociti e di un gran numero di plasmacellule IgG4 (per definizione > 40%) con fibrosi. Malattia autoimmune emergente che ha permesso di reinterpretare condizioni un tempo idiopatiche (fibrosi retroperitoneale, mediastinite cronica sclerosante, tiroidite di Riedel, pancreatite linfoistiocitaria). Contrasta con l’ipofisite linfocitaria (poche plasmacellule, assenza di fibrosi rilevante).

Ipofisite granulomatosa

Espressione di una sarcoidosi generalizzata: granulomi sarcoidei (o simil-sarcoidei) non necrotizzanti (epitelioidi con poche cellule giganti). Spesso si associa a coinvolgimento della neuroipofisi (diabete insipido).

Ipofisite associata a terapia immune

Emergente, in particolare con i farmaci anti-checkpoint (PD1/PDL1, CTLA-4):

  • anti-CTLA-4: Ipilimumab (melanoma);
  • anti-PD1: Pembrolizumab (carcinoma del polmone);
  • anti-PDL1: Atezolizumab (carcinomi della vescica e del polmone).

Sono farmaci efficaci che in una quota non irrilevante possono dare ipofisiti, gestite con cortisone e sospensione dell’immunoterapia per evitare il panipopituitarismo.

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