GVHD

La GVHD (Graft Versus Host Disease, malattia del trapianto contro l’ospite) è una complicanza del trapianto allogenico in cui sono le cellule immunitarie del donatore ad aggredire i tessuti del ricevente. È il rovescio del rigetto classico: qui è il “graft” (innesto) ad attaccare l‘“host” (ospite), non viceversa.


Meccanismo

Perché si verifichi servono tre condizioni (criteri di Billingham):

  1. L’innesto contiene cellule immunocompetenti (in particolare linfociti T maturi del donatore).
  2. Il ricevente esprime antigeni (istocompatibilità, HLA) che il donatore riconosce come estranei.
  3. Il ricevente è immunocompromesso e non può eliminare le cellule del donatore.

I linfociti T del donatore riconoscono gli antigeni dei tessuti dell’ospite come non-self e li attaccano. I bersagli tipici sono cute, intestino e fegato (forma acuta); la forma cronica ha aspetti simil-autoimmuni multi-organo.

Contesto: trapianto di staminali ematopoietiche

È un rischio specifico del trapianto allogenico (da donatore) di staminali ematopoietiche, a differenza del trapianto autologo (dal paziente stesso) che non lo comporta. Per ridurla si ricorre a:

  • compatibilità HLA elevata donatore-ricevente;
  • immunosoppressione del ricevente.

Risvolto utile (GvL): lo stesso attacco immunitario può colpire eventuali cellule leucemiche residue — effetto Graft versus Leukemia — contribuendo alla cura nelle leucemie. È un equilibrio terapeutico delicato.

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