Alendronato

Scheda-farmaco — singola molecola della classe Bifosfonati (Meccanismo e Generazioni). Il

meccanismo di classe (inibizione della farnesil-pirofosfato-sintetasi e mancata prenilazione di RAS) sta nella nota madre: qui trovi ciò che distingue questa molecola. Dati da fonti autorevoli, aggiornati al 2026-08-14.

Classe: bifosfonato azotato (seconda generazione, catena amminoalchilica) · ATC: M05BA04 · Nomi commerciali (IT): Fosamax, Alendros, Adronat · PubChem CID 2088

Perché questa molecola

È il bifosfonato orale dell’osteoporosi, e il farmaco su cui il docente costruisce un paradosso da ricordare: ha una biodisponibilità dello 0,64% nella donna e 0,59% nell’uomo — praticamente nulla — eppure funziona, perché quel poco che entra viene catturato quasi per intero dall’osso grazie all’altissima affinità per l’idrossiapatite. È la dimostrazione che la biodisponibilità conta solo in rapporto alla destinazione: un farmaco che si concentra dove serve non ha bisogno di grandi concentrazioni plasmatiche. Il rovescio è un’emivita terminale superiore ai 10 anni.

Struttura

Struttura 2D di acido alendronico (PubChem CID 2088). Formula C₄H₁₃NO₇P₂, PM 249,10 g/mol.

Porta R1 = OH (massimo aggancio all’idrossiapatite) e R2 = (CH₂)₃-NH₂, una catena amminopropilica: è l’azoto terminale a spostarlo in seconda generazione e a cambiargli il meccanismo, non solo la potenza.

Farmacodinamica

Catena d’azione: deposito nell’idrossiapatite → liberazione dentro l’osteoclasto → inibizione della farnesil-pirofosfato-sintetasi → niente farnesil-pirofosfato → RAS e le altre piccole GTPasi restano non prenilate nel citosol → l’osteoclasto perde il bordo increspato e la funzione → senescenza e morte.

flowchart TD
  A["Alendronato"] --> B["Adsorbimento sull'idrossiapatite"]
  B --> C["Liberato dall'osteoclasto<br/>durante il riassorbimento"]
  C --> D["Inibizione della<br/>farnesil-pirofosfato-sintetasi"]
  D --> E["Manca il farnesil-pirofosfato"]
  E --> F["RAS/Rho/Rac non prenilate:<br/>restano nel citosol"]
  F --> G["Osteoclasto senza bordo increspato<br/>→ perdita di funzione → morte"]

L’osteoclasto resta adeso all’osso ma senza il bordo increspato che segnala il riassorbimento attivo: il farmaco non ne impedisce il reclutamento né l’adesione, ne spegne l’attività.

Farmacocinetica

  • Biodisponibilità orale: 0,64% (donna) / 0,59% (uomo); scende di un ulteriore 40% se assunto entro un’ora da un pasto
  • Volume di distribuzione: 28 L · legame proteico: 78%
  • Metabolismo: nessuno — non si trovano metaboliti nelle urine
  • Emivita terminale: > 10 anni, per incorporazione nello scheletro
  • Eliminazione: renale (50% della dose in 72 h); clearance 71 mL/min

«Pharmacokinetics and ADRs of alendronate» — slide del corso, dati da DrugBank DB00630.

Posologia e monitoraggio

70 mg per os una volta a settimana (o 10 mg/die) nell’osteoporosi. Le modalità di assunzione non sono un dettaglio ma parte della sicurezza del farmaco: a digiuno, appena alzati, con un bicchiere pieno d’acqua naturale, restando in piedi o seduti per almeno 30 minuti e senza mangiare in quell’intervallo. Servono a impedire che la compressa ristagni in esofago. Da associare sempre a calcio e vitamina D se l’apporto è insufficiente.

Tossicità

  • Esofagite, ulcere ed erosioni esofagee — la tossicità propria degli aminobifosfonati orali, occasionalmente con sanguinamento e, raramente, stenosi o perforazione. Nella pratica del docente il farmaco resta comunque ben tollerato: disturbi gastrici, stitichezza, diarrea nella maggior parte dei casi
  • Dolore muscolo-scheletrico, dispepsia, nausea (≥ 3% dei pazienti)
  • Osteonecrosi della mandibola e fratture femorali atipiche: rare, effetti di classe legati alla soppressione prolungata del turnover

⚠️ Attenzione

  • Controindicazioni: anomalie esofagee che rallentano lo svuotamento (stenosi, acalasia); incapacità di stare eretti per 30 minuti; ipocalcemia non corretta; clearance della creatinina < 35 mL/min
  • Gruppi speciali: non indicato in età pediatrica; in gravidanza da evitare (attraversa la placenta e si deposita nell’osso fetale)
  • Interazioni rilevanti: calcio, antiacidi con alluminio o magnesio, ferro, caffè e succhi → chelazione e assorbimento annullato (da qui la regola dell’acqua naturale); FANS → danno gastrointestinale additivo
  • Prima di iniziare: valutazione odontoiatrica, correzione di ipocalcemia e ipovitaminosi D

Posto in terapia

Prima linea nell’osteoporosi post-menopausale, dell’uomo e da glucocorticoidi, e nella malattia di Paget. È il bifosfonato più prescritto perché orale, settimanale ed economico; l’alternativa endovenosa (Zoledronato) si sceglie quando la via orale non è praticabile o l’aderenza è cattiva.

🔗 Compare in

Fonti: PubChem CID 2088 (ATC M05BA04, indicazioni, controindicazioni; farmacocinetica da DrugBank DB00630); sbobina 40 — Farmaci antistaminici e trattamento dell’osteoporosi. Consultate il 2026-08-14.