Classificazione del Disturbo Bipolare

Un criterio per distinguere il disturbo bipolare è la frequenza con cui si alternano le fasi maniacali e depressive, molto variabile (da una crisi all’anno a molte di più). Sulla base della severità della mania e dell’alternanza delle fasi si distinguono tre forme (nell’immagine, l’ampiezza delle curve dell’umore indica la severità dei sintomi):

  • Disturbo bipolare di tipo 1 — può presentarsi anche con il solo episodio maniacale. Si caratterizza per almeno un episodio maniacale importante, eventualmente preceduto o seguito da fasi depressive (ma non necessariamente). Criterio: circa sette giorni di umore euforico, con episodi maniacali così importanti da poter richiedere intervento ospedaliero.
  • Disturbo bipolare di tipo 2 — episodi di depressione e di ipomania (mania di minore durata e severità rispetto al tipo 1). Curve meno severe; di norma non richiede ospedalizzazione.
  • Disturbo ciclotimicoalternanza molto più frequente delle fasi, ma con minore intensità della sintomatologia.

Se è presente solo la fase depressiva, senza mai mania, la diagnosi è di depressione maggiore, non di disturbo bipolare: è proprio la comparsa di un episodio maniacale a permettere la diagnosi di bipolarità (gli episodi possono essere molto distanti nel tempo, il che rende la diagnosi difficile).

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