Depressione Maggiore (Caratteristiche Generali)
La depressione maggiore (o disturbo depressivo maggiore, o disturbo unipolare) è una malattia psichiatrica caratterizzata di base da un’alterata comunicazione tra le cellule, cui si associano — come nella schizofrenia — alterazioni strutturali che ostacolano una comunicazione appropriata. Fa parte dei disturbi dell’umore, il cui tratto comune è l’alterazione del tono dell’umore.
Unipolare vs bipolare
È detta unipolare perché il tono dell’umore è alterato in una sola direzione: costantemente ridotto (entro la tempistica richiesta per la diagnosi). Si distingue dal disturbo bipolare, che prevede invece l’alternanza tra fasi di umore ridotto e fasi di mania: un umore molto elevato che però non fa stare bene, perché rende il soggetto irritabile, incapace di concentrarsi e convinto di poter fare qualunque cosa senza subirne danno. Le fasi maniacali sono le più rischiose (predisposizione al gioco d’azzardo, comportamenti che mettono in pericolo).
Quando si parla di farmaci antidepressivi ci si riferisce specificamente alla depressione maggiore, non genericamente ai disturbi dell’umore.
Primaria vs secondaria
- Depressione maggiore primaria — la patologia vera e propria: depressione endogena, senza una causa riconoscibile, di solito di lunga durata. Più complicata da risolvere, con sintomi più severi e un certo grado di idee suicidarie.
- Depressione maggiore secondaria — nasce in conseguenza di un evento (lutto, problema lavorativo, diagnosi infausta). Viene comunque trattata farmacologicamente, ma se si risolve il primum movens l’umore si normalizza. È frequente nei reparti (es. oncologia, dove opera la psico-oncologia).
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Epidemiologia e impatto
È attualmente il disturbo psichiatrico più diffuso: le stime indicano il 17% della popolazione (fino a pochi anni fa 10%), con numeri in crescita. Un tempo ritenuta tipica dell’adulto, oggi è riconosciuta anche in adolescenti e bambini in età scolare. Dopo la pandemia si è registrata un’impennata, coerente con i modelli preclinici in cui l’isolamento sociale del roditore riproduce fenotipi depressivi.
Ha una declinazione prevalentemente femminile: colpisce circa due volte più la donna che l’uomo. Tra le ragioni riconosciute il ruolo degli estrogeni, che nella donna fluttuano molto nel corso della vita — in gravidanza (da cui il termine baby blues per la depressione peri/post-partum) e nel crollo della menopausa. È una sola delle cause; gli studi finora hanno usato come variabile il solo sesso biologico e non il genere (vedi Bias di Genere e Popolazioni Sottostudiate).
Il peso economico è dato soprattutto dai costi indiretti: i pazienti raramente richiedono ospedalizzazione e i farmaci costano poco, ma l’incapacità di svolgere le attività quotidiane pesa su lavoro e famiglia. Tra le malattie del cervello, il costo maggiore è proprio quello dei disturbi dell’umore. La crescita è marcata: l’OMS la stimava 4ª causa di disabilità al mondo nel 2001, 2ª nel 2020, e prima causa attesa entro il 2030.
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🔗 Collegamenti
- Sintomi e Diagnosi della Depressione Maggiore — 🔗 quadro clinico e criteri
- Eziologia della Depressione Maggiore — ⬆️ cause e geni di vulnerabilità
- Farmaci Antidepressivi (Generalità e Criticità) — 💊 trattamento
- Bias di Genere e Popolazioni Sottostudiate — 🔗 prevalenza femminile e testing sui due sessi
- Schizofrenia (Caratteristiche Generali) — 🔄 altra patologia psichiatrica con alterazioni strutturali