Ruolo del Sistema Immunitario nella Depressione

Numerose evidenze indicano che la depressione maggiore si associa a un’attivazione del sistema immunitario e a neuroinfiammazione sia cerebrale sia periferica, in particolare a uno stato infiammatorio di basso grado (low grade inflammatory state).

Questa attivazione non riguarda tutti i pazienti, ma circa il 30% dei depressi. Questi soggetti mostrano anche una ridotta risposta agli antidepressivi più prescritti.

Evidenze cliniche

  • I depressi presentano elevati livelli di mediatori dell’infiammazione: citochine pro-infiammatorie (IL-1β, IL-6), aumento della proteina C reattiva e aumentata attivazione della microglia (le cellule immunitarie del cervello).

Struttura cristallografica dell’interleuchina-6 umana (PDB 1ALU, risoluzione 1,9 Å; Somers W., Stahl M., Seehra J.S., EMBO J. 1997). L’immagine mostra l’assemblaggio 1 depositato, con due copie della proteina; ciascuna ha l’architettura a fascio di quattro eliche α tipica delle citochine di questa famiglia. L’IL-6 è una delle citochine pro-infiammatorie che risultano aumentate in circolo nella quota di pazienti depressi con low grade inflammation, ed è uno dei marcatori con cui si prova a identificarli.

  • L’interferone (nella pratica l’interferone alfa peghilato, usato per patologie come epatite C e alcune forme tumorali) induce depressione nel 40-50% dei soggetti trattati.
  • Esiste una forte comorbidità tra patologie infiammatorie e depressione: tra i soggetti con malattia infiammatoria la percentuale di depressi aumenta notevolmente. Esempio tipico la sclerosi multipla, con comorbidità depressiva molto alta, probabilmente per eventi molecolari comuni come l’infiammazione.

(Integrazione da: sbobina 28)

Medicina di precisione in psichiatria: poiché i pazienti con attivazione infiammatoria rispondono meno agli antidepressivi, identificarli (es. citochine pro-infiammatorie circolanti aumentate) apre alla possibilità di scegliere il farmaco sulla base delle caratteristiche biologiche del singolo. In uno studio preliminare l’associazione antidepressivo + antinfiammatorio (tipicamente un inibitore selettivo della COX-2 come il celecoxib) non aumentava l’efficacia finale ma ne anticipava l’insorgenza, riducendo la latenza dell’effetto antidepressivo.

Paradosso glucocorticoidi-infiammazione: nel cervello del depresso coesistono alti livelli di glucocorticoidi (i principali antinfiammatori, vedi Ipotesi Endocrina (Ormonale) della Depressione) e uno stato infiammatorio di basso grado. L’effetto antinfiammatorio dei glucocorticoidi non si realizza nel SNC; anzi, la loro copresenza sembra addirittura aumentare lo stato infiammatorio, con meccanismi non chiariti.

🔗 Collegamenti