Ipotesi Monoaminergica della Depressione

Nella patogenesi della depressione sono coinvolti i neurotrasmettitori serotonina, noradrenalina e dopamina (le tre monoammine). La prima ipotesi del loro coinvolgimento nacque dall’osservazione dei sintomi: se il soggetto depresso presenta emozioni sregolate e quelle emozioni sono modulate da un certo neurotrasmettitore, è verosimile che in quella malattia vi siano alterazioni a suo carico. Evidenze cliniche e precliniche sempre più solide hanno poi confermato l’alterazione di queste tre monoammine, portando a postulare l’ipotesi monoaminergica.

Il principio

Secondo questa ipotesi la depressione è associata a bassi livelli di monoammine (serotonina, noradrenalina, dopamina), ridotti nel soggetto depresso; il trattamento antidepressivo è quindi volto ad aumentarne i livelli.

Evidenze farmacologiche

  1. Reserpina (antipertensivo): i pazienti ipertesi trattati mostravano una riduzione del tono dell’umore. Il farmaco provoca un rilascio di monoammine così massivo da esaurirle; da qui l’idea che la deplezione delle monoammine potesse causare il calo dell’umore.
  2. Isoniazide (antitubercolare): i pazienti trattati mostravano un aumento del tono dell’umore, messo in relazione al suo meccanismo di aumento delle monoammine.

La prova definitiva è venuta dal fatto che sviluppare farmaci capaci di aumentare le monoammine produce effettivamente un effetto antidepressivo.


(Integrazione da: sbobina 28)

Una terza osservazione è la deplezione di triptofano: una dieta povera di questo amminoacido — precursore della serotonina — favorisce uno stato depressivo. Poiché la sintesi delle tre monoammine è collegata, una riduzione di serotonina si accompagna a riduzione di noradrenalina e dopamina. Queste evidenze (reserpina, isoniazide, triptofano) furono in larga parte scoperte casuali (serendipity): è da esse, più che da un disegno razionale, che nacque l’ipotesi monoaminergica.

Oltre le monoammine

La ricerca ha però mostrato che nella malattia sono alterati anche altri sistemi: il glutammato, il sistema GABAergico, i meccanismi di neuroplasticità (Neuroplasticità), gli ormoni (vedi Ipotesi Endocrina (Ormonale) della Depressione) e il sistema immunitario (vedi Ruolo del Sistema Immunitario nella Depressione). L’ipotesi monoaminergica resta centrale ma non esaustiva.

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