Inibitori delle Monoaminossidasi (MAO-I)
Le monoaminossidasi (MAO) sono gli enzimi che degradano le monoammine a livello sinaptico. Inibendole si blocca il catabolismo dei neurotrasmettitori, aumentandone di riflesso i livelli. Sono inibitori enzimatici, una delle classi storiche di antidepressivi (vedi Classificazione ed Evoluzione dei Farmaci Antidepressivi).
Le due migliorie
1. Da irreversibili a reversibili. I primi MAO-I erano irreversibili: un’inibizione così potente esaurisce del tutto l’enzima e produce un aumento generalizzato e sistemico (non solo nel SNC) di tutte e tre le monoammine. L’introduzione di MAO-I reversibili ha reso l’azione più controllabile.
2. Da non selettivi a selettivi (MAO-A). Esistono due isoforme:
- MAO-A — degrada soprattutto serotonina e noradrenalina.
- MAO-B — più specifica per la dopamina.
Poiché nella depressione contano soprattutto serotonina e noradrenalina, si sono sviluppati inibitori reversibili e selettivi per la MAO-A, che aumentano in modo mirato questi due neurotrasmettitori.
Inibitori della MAO-B
Esistono anche inibitori selettivi della MAO-B, che aumentano la dopamina. Non sono antidepressivi: si usano nel morbo di Parkinson, patologia neurodegenerativa con perdita dei neuroni dopaminergici, per preservare i livelli di dopamina.
🔗 Collegamenti
- Classificazione ed Evoluzione dei Farmaci Antidepressivi — 📋 classe degli inibitori enzimatici
- Ipotesi Monoaminergica della Depressione — ⬆️ razionale (aumento delle monoammine)
- Antidepressivi Triciclici (TCA) — 🔄 altra classe storica di prima generazione