Ipotesi Glutammatergica della Depressione

Oltre alle monoammine, nella depressione è alterato il sistema glutammatergico, uno dei sistemi la cui disregolazione si associa alle alterazioni strutturali negative del neurone (vedi Latenza dell’Effetto Antidepressivo e Meccanismo Neurotrofico).

Il sistema glutammatergico

Il glutammato è il principale sistema eccitatorio del SNC: l’interazione con i suoi recettori genera sempre un potenziale post-sinaptico eccitatorio (EPSP), che porta la cellula (a riposo con potenziale negativo) verso il potenziale d’azione. Il glutammato, liberato dalle vescicole, agisce su:

  • Recettori ionotropiciNMDA (normalmente permeabile al calcio), AMPA e kainato (normalmente permeabili al sodio). La selettività ionica non è assoluta (splicing e varianti possono modificarla).
  • Recettori metabotropici — accoppiati a proteine G.

Eccitotossicità

Se la trasmissione glutammatergica è eccessiva, l’eccitamento diventa dannoso: la cellula va incontro a eccitotossicità, un danneggiamento che può arrivare alla morte cellulare per esagerata attivazione dei sistemi eccitatori. Il meccanismo chiave è il calcium overload: troppo calcio intracellulare (i cui livelli devono essere finemente regolati per via dei molti processi calcio-dipendenti). Per questo l’eccitotossicità è associata soprattutto all’ingresso di calcio attraverso il recettore NMDA.

Evidenza nella depressione

Misurando i livelli di glutammato e dei suoi metaboliti in modelli preclinici e studi clinici si è osservata, nella depressione, un’iperattività del sistema glutammatergico, potenziale causa del danno strutturale. Su questa base si è cercato di sviluppare farmaci che ne riducano il tono — non banale, trattandosi del principale sistema eccitatorio (vedi Ketamina ed Esketamina).

🔗 Collegamenti