Peginterferone alfa
Scheda-farmaco — la terapia storica dell'epatite C, citata in DAA ed Epatite C (HCV).
Non è una piccola molecola ma una proteina ricombinante: la scheda ne segue quindi il template proteico. Dati da fonti autorevoli, aggiornati al 2026-08-14.
Classe: citochina ricombinante peghilata, immunomodulante · ATC: L03AB11 (peginterferone alfa-2a) · Nomi commerciali (IT): Pegasys, PegIntron
Perché questa molecola
È il farmaco contro cui va misurata l’intera rivoluzione dei DAA, e la ragione per cui la nota madre insiste sul fatto che guarire dall’epatite C oggi costa un’estate di compresse e prima costava un anno di malattia.
Il suo problema non era l’inefficacia — otteneva pur sempre una SVR di circa il 55% in associazione alla Ribavirina — ma il fatto di non essere un antivirale in senso stretto. L’interferone non colpisce un bersaglio virale: è una citochina endogena somministrata a dosi farmacologiche, che attiva tutti i bersagli dell’interferone naturale in tutto l’organismo. Da qui il corteo di effetti avversi descritto nella nota madre — sindrome simil-influenzale a ogni iniezione, neutropenia, anemia, astenia cronica, ansia e depressione — e le frequenti interruzioni di terapia che a loro volta favorivano la resistenza.
La peghilazione — l’aggiunta di una catena di polietilenglicole — è l’unico miglioramento che ha ricevuto: non cambia il meccanismo, allunga l’emivita da poche ore a diversi giorni, permettendo un’iniezione settimanale al posto di tre. È lo stesso principio di ingegneria dell’emivita usato per altre proteine ricombinanti.
Struttura
Struttura dell’interferone-α umano ricombinante determinata in soluzione (RCSB PDB, entry 1ITF:
«Human interferon-alpha-2a, NMR, minimized average structure»).
L’interferone-α è una proteina di 165–166 amminoacidi, ~19 kDa, organizzata in cinque α-eliche tenute insieme da due ponti disolfuro. Al peginterferone si lega covalentemente una catena di polietilenglicole (40 kDa ramificata per l’alfa-2a, 12 kDa lineare per l’alfa-2b), che ne aumenta l’ingombro molecolare riducendo filtrazione renale e proteolisi.
Farmacodinamica
Catena d’azione: peginterferone alfa → si lega al recettore IFNAR1/IFNAR2 sulla membrana cellulare → attivazione delle chinasi JAK1 e TYK2 → fosforilazione di STAT1 e STAT2 → formazione del complesso ISGF3 → trascrizione di centinaia di geni stimolati dall’interferone (ISG) → stato antivirale della cellula (blocco della traduzione virale, degradazione dell’RNA virale) più attivazione di NK, macrofagi e linfociti T.
flowchart TD A["peginterferone alfa (sottocute, 1/settimana)"] --> B["recettore IFNAR1 / IFNAR2"] B --> C["JAK1 + TYK2"] C --> D["fosforilazione di STAT1 e STAT2"] D --> E["complesso ISGF3"] E --> F["trascrizione di centinaia di geni ISG"] F --> G["stato antivirale: PKR, OAS/RNasi L, proteine Mx"] F --> H["attivazione di NK, macrofagi, linfociti T"] B -.->|il recettore è su OGNI cellula dell'organismo| I["⚠️ effetti sistemici diffusi"] I --> J["sindrome simil-influenzale, citopenie,<br/>astenia, DEPRESSIONE"]
⚠️ Il punto didattico è tutto nell’ultimo ramo: il bersaglio non è virale ma dell’ospite, ed è ubiquitario. È l’opposto esatto della logica dei DAA, disegnati su NS3/4A, NS5A e NS5B — proteine che esistono solo nel virus.
Farmacocinetica
- Via: sottocutanea, una volta a settimana (la peghilazione è ciò che lo consente).
- Assorbimento: lento, con picco a 72–96 h.
- Metabolismo: proteolisi; eliminazione prevalentemente epatica per l’alfa-2a, renale per l’alfa-2b.
- Emivita: ~80 h per il peginterferone alfa-2a, contro le 3–8 h dell’interferone non peghilato.
Posologia e monitoraggio
180 µg sottocute una volta a settimana (alfa-2a) o 1,5 µg/kg/settimana (alfa-2b), per 24–48 settimane secondo il genotipo, storicamente in associazione a ribavirina.
🩸 Il monitoraggio era pesante quanto la terapia: emocromo a settimane 1, 2, 4 e poi mensile; transaminasi; TSH ogni 3 mesi; glicemia; e — non meno importante — valutazione psichiatrica periodica.
Tossicità
- Sindrome simil-influenzale a ogni somministrazione (febbre, mialgie, brividi), premedicata con Paracetamolo. Nella nota madre è chiamata full-light syndrome.
- Mielosoppressione: neutropenia, piastrinopenia, anemia (sommata a quella emolitica della ribavirina).
- Depressione, ansia, irritabilità, fino all’ideazione suicidaria: è l’effetto avverso che più di ogni altro portava all’interruzione, e la ragione della sorveglianza psichiatrica.
- Astenia cronica invalidante — quella che rendeva la terapia incompatibile con il lavoro.
- Tiroidite autoimmune (ipo- o ipertiroidismo), spesso permanente.
- Epatotossicità su un fegato già compromesso; scompenso nel cirrotico.
- Alopecia, anoressia, calo ponderale, reazioni nel sito d’iniezione.
- Induzione o slatentizzazione di malattie autoimmuni (psoriasi, sarcoidosi, LES).
⚠️ Attenzione
- Controindicazioni: epatite autoimmune; cirrosi scompensata (Child-Pugh B/C); depressione grave o storia di tentato suicidio; cardiopatia grave; tireopatia non controllata; gravidanza (e sempre controindicato se associato a ribavirina); neonati e lattanti (gli eccipienti contengono alcol benzilico).
- ⚠️ La depressione va cercata attivamente prima e durante: non è un effetto raro né lieve, e il paziente non sempre la riferisce spontaneamente.
- Gruppi speciali: controindicato in gravidanza; sconsigliato nel cirrotico scompensato; cautela nell’anziano e nel nefropatico (alfa-2b).
- Interazioni rilevanti: teofillina e metadone (l’interferone deprime i CYP1A2 e 3A4); somma di mielotossicità con Zidovudina e azatioprina; con la telbivudina rischio di neuropatia periferica grave.
Posto in terapia
Sostanzialmente abbandonato nell’epatite C, dove i DAA hanno portato la SVR oltre il 95% con effetti avversi minimi e 8–12 settimane di terapia orale. Conserva un ruolo residuo:
- epatite B cronica HBeAg-positiva in pazienti selezionati e giovani, dove ha il vantaggio di una durata finita (48 settimane) contro la terapia indefinita con Tenofovir;
- epatite D (delta), dove per anni è stata l’unica opzione;
- alcune neoplasie ematologiche e la policitemia vera (indicazione oncologica, ATC L03).
🔗 Compare in
- DAA ed Epatite C (HCV) — è la terapia storica, associata alla ribavirina, con SVR ~55% e il corteo di effetti avversi che ne causava l’interruzione.
Fonti: RCSB PDB entry 1ITF (struttura in soluzione dell’interferone-α-2a umano) per la struttura; EMA SmPC Pegasys e DailyMed SPL peginterferon alfa-2a per posologia, controindicazioni psichiatriche e profilo di tossicità; AASLD-IDSA HCV Guidance per il superamento della terapia con interferone. Consultate il 2026-08-14.