Tenofovir

Scheda-farmaco — singola molecola della classe Terapia Antiretrovirale (HIV), dove

compare come metà della PrEP. Il meccanismo di terminazione di catena sta in Terminatori di Catena (Analoghi Nucleosidici): qui trovi ciò che distingue questa molecola. Dati da fonti autorevoli, aggiornati al 2026-08-14.

Classe: NtRTI — inibitore nucleotidico della trascrittasi inversa (analogo dell’AMP) · ATC: J05AF07 (tenofovir disoproxil, TDF) · J05AF13 (tenofovir alafenamide, TAF) · Nomi commerciali (IT): Viread, Vemlidy; in associazione Truvada, Descovy, Biktarvy · PubChem CID 5481350

Perché questa molecola

Due tratti la rendono unica nella classe.

Primo: è un nucleotide, non un nucleoside. Porta già un gruppo fosfonato attaccato, e questo le risparmia il primo dei tre passaggi di fosforilazione — quello che negli NRTI classici è spesso il collo di bottiglia. Ne derivano attivazione più rapida e affidabile e un’emivita intracellulare lunga, che ne fanno un farmaco da una somministrazione al giorno.

Secondo: è il farmaco della prevenzione. In associazione con l’Emtricitabina costituisce la profilassi pre-esposizione (PrEP), che riduce di circa il 90% il rischio di infezione nei soggetti ad altissimo rischio. È l’unico antivirale del programma che si somministra a persone sane, ed è per questo che la sua approvazione sollevò le obiezioni etiche discusse nella nota madre.

Il suo delta tossicologico è altrettanto definito: è l’antiretrovirale che si giudica sul rene e sull’osso. Da qui la seconda generazione, il tenofovir alafenamide (TAF), un profarmaco diverso che raggiunge le stesse concentrazioni dentro il linfocita con un decimo del farmaco nel plasma — e quindi molta meno tossicità renale e ossea.

Struttura

Struttura 2D del tenofovir disoproxil (PubChem CID 5481350). Formula C₁₉H₃₀N₅O₁₀P, PM 519,4 g/mol.

Il nucleo attivo è il tenofovir, un analogo aciclico dell’adenosina-monofosfato con un legame fosfonato C–P al posto del legame fosfato: quel legame non è idrolizzabile dalle esterasi, ed è ciò che rende la molecola stabile. Essendo però troppo polare per essere assorbita, viene esterificata a disoproxil (o ad alafenamide) per attraversare l’intestino.

Farmacodinamica

Catena d’azione: tenofovir disoproxil → esterasi plasmatiche e intestinali → tenofovir → chinasi cellulari lo portano a tenofovir difosfato (bastano due passaggi, non tre) → incorporato dalla trascrittasi inversa al posto della dATP → assenza di 3′-OH → terminazione di catena.

flowchart TD
  A["tenofovir disoproxil (TDF, per os)"] -->|esterasi| B["tenofovir (già mono-fosfonato)"]
  B -->|SOLO 2 fosforilazioni| C["tenofovir difosfato (attivo)"]
  C -->|al posto della dATP| D["trascrittasi inversa di HIV<br/>e DNA polimerasi di HBV"]
  D --> E["TERMINAZIONE DI CATENA"]
  A -.->|alte concentrazioni PLASMATICHE| F["accumulo nel tubulo prossimale via OAT1/OAT3"]
  F --> G["⚠️ tubulopatia, sindrome di Fanconi<br/>perdita di fosfato, demineralizzazione ossea"]
  H["tenofovir alafenamide (TAF)"] -->|attivato DENTRO il linfocita| C
  H -.->|1/10 del farmaco nel plasma| I["molta meno tossicità renale e ossea"]

Spettro: HIV-1 e HIV-2 e virus dell’epatite B — è attivo su entrambi, e questo doppio bersaglio ha conseguenze cliniche importanti.

Farmacocinetica

  • Biodisponibilità: ~25% del disoproxil a digiuno, che sale a ~40% con il cibo.
  • Profarmaco: sì, doppiamente — l’estere disoproxil libera il tenofovir, che dev’essere ancora difosforilato.
  • Metabolismo: non coinvolge i CYP → profilo di interazioni farmacologiche molto favorevole.
  • Emivita: ~17 h nel plasma; il difosfato intracellulare supera le 60 h → una somministrazione/die, e una certa tolleranza alle dosi dimenticate.
  • Eliminazione: renale, per filtrazione e secrezione tubulare attiva via OAT1/OAT3. È proprio questo trasporto attivo dentro la cellula tubulare a concentrarvi il farmaco e a spiegarne la nefrotossicità.

Posologia e monitoraggio

TDF 245 mg una volta al giorno (o TAF 25 mg), in associazione. PrEP: TDF/emtricitabina una compressa al giorno in assunzione continuativa. Dose da distanziare in base alla clearance della creatinina; il TDF si evita sotto 30 mL/min.

🔬 Il monitoraggio è mirato ai suoi due bersagli di tossicità: creatinina ed eGFR, fosforemia, proteinuria e glicosuria (segno precoce di tubulopatia); densitometria ossea nei soggetti a rischio. Nella PrEP va aggiunto il test HIV ogni 3 mesi — è il punto critico dell’intero programma.

Tossicità

  • Nefrotossicità tubulare prossimale: dalla riduzione dell’eGFR alla sindrome di Fanconi conclamata (glicosuria normoglicemica, fosfaturia, proteinuria tubulare, acidosi). Tipica del TDF, molto rara con il TAF.
  • Perdita di densità minerale ossea e osteomalacia, conseguenza della fosfaturia.
  • Nausea, diarrea, cefalea, astenia.
  • Acidosi lattica/steatosi epatica: effetto di classe, raro con questa molecola.
  • Il TAF scambia questi rischi con un profilo diverso: aumento di peso e peggioramento del profilo lipidico.

⚠️ Attenzione

  • Controindicazioni: ipersensibilità nota; insufficienza renale grave per il TDF.
  • ⚠️ Riacutizzazione dell’epatite B alla sospensione: nel paziente co-infetto HBV, interrompere il tenofovir può scatenare un flare epatitico grave, fino allo scompenso. La funzione epatica va sorvegliata per mesi dopo la sospensione, e la co-infezione va cercata prima di iniziare. Vale identicamente per l’emtricitabina.
  • ⚠️ PrEP: escludere un’infezione HIV in atto prima di iniziare. Somministrare due soli farmaci a chi è già infetto seleziona resistenza — è la ragione del test trimestrale.
  • Gruppi speciali: utilizzabile in gravidanza (dati ampi, è fra i preferiti); approvato in pediatria; aggiustare o evitare nell’insufficienza renale; preferire il TAF in caso di nefropatia od osteoporosi.
  • Interazioni rilevanti: non passa dai CYP, ma competono sulla secrezione tubulare i FANS, gli aminoglicosidi, il Foscarnet e il cidofovir → evitare l’associazione con nefrotossici. Con gli inibitori delle proteasi potenziati da Ritonavir le concentrazioni di tenofovir aumentano.

Resistenza

K65R è la mutazione caratteristica: riduce l’attività di tenofovir, Abacavir e didanosina (resistenza crociata), ma aumenta paradossalmente la sensibilità agli analoghi timidinici. È relativamente poco frequente, perché il farmaco ha una barriera genetica discreta e viene sempre usato in combinazione.

Posto in terapia

Farmaco cardine della terapia anti-HIV di prima linea, come backbone nucleotidico associato a emtricitabina e a un inibitore dell’integrasi (Dolutegravir, bictegravir). È inoltre:

  • il farmaco della PrEP (TDF/emtricitabina);
  • un farmaco di prima linea per l’epatite B cronica, grazie all’alta barriera genetica.

In commercio in Italia, anche come generico.

🔗 Compare in

Fonti: PubChem CID 5481350 (struttura, formula, ATC J05AF07/J05AF13); EMA SmPC Viread e Vemlidy per posologia, tossicità renale e ossea e avvertenza sul flare da HBV; DHHS Guidelines for the Use of Antiretroviral Agents in Adults and Adolescents with HIV e CDC Preexposure Prophylaxis for the Prevention of HIV Infection — 2021 Update per il posto in terapia e la PrEP. Consultate il 2026-08-14.