Farmaci Attivi sui Recettori Tirosin-Chinasici

Sui recettori (e chinasi) ad attività tirosin-chinasica sono state sviluppate due tipologie di farmaci:

  • Piccole molecole inibitorie dell’attività tirosin-chinasica — i farmaci che finiscono in “-ib”: bloccano l’enzima, spesso impedendogli di usare l’ATP.
  • Anticorpi monoclonali — si comportano da antagonisti del recettore di una citochina o di un fattore di crescita.

Imatinib (Gleevec)

Prima molecola usata come inibitore tirosin-chinasico; terapia di prima linea della leucemia mieloide cronica (CML).

Non è stato sviluppato contro un recettore di membrana, ma contro una tirosin-chinasi solubile generata dalla traslocazione cromosomica 9:22 che forma il cromosoma Philadelphia (marcatore della CML). Da esso origina la proteina di fusione BCR-ABL, tirosin-chinasi costitutivamente attiva.

Impatto clinico: prima dell’imatinib la CML si trattava con chemioterapia convenzionale, con sopravvivenza di 2–4 anni seguita da recidiva non più responsiva e decesso. L’imatinib ha portato alla cronicizzazione della malattia. Il farmaco non può essere sospeso: le cellule mutate non vengono uccise e, sospeso il farmaco, riprenderebbero a proliferare. Gli effetti avversi sono contenuti. In caso di resistenza si usano altri farmaci che bloccano il bersaglio in punti diversi.

L’imatinib blocca anche KIT, proto-oncogene responsabile dei tumori gastrointestinali aggressivi GIST. Anche altri tumori (es. melanoma metastatico) vengono cronicizzati con questa logica.

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