Insuline (Terapia Sostitutiva)
La terapia sostitutiva rimpiazza l’insulina del paziente con insulina esogena, per sopperire alla carenza di quella endogena e ripristinare i livelli circolanti.
Somministrazione
Si somministra per via sottocutanea con aghi molto sottili, in corrispondenza dei pasti principali: quando c’è apporto glucidico (calibrato) nei tre pasti si fanno tre iniezioni. L’iniezione deve avvenire quando c’è apporto di glucidi, perché assumere insulina senza mangiare carboidrati porta a ipoglicemia (pericolosa). L’insulina va quindi calibrata sulle abitudini alimentari del paziente; se si saltano i pasti non si assume insulina.
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Schema basale-bolo
Oltre ai picchi prandiali bisogna mantenere un valore basale di insulina: anche a digiuno (intervallo interprandiale) esiste un tono insulinico necessario alle funzioni metaboliche. Per coprirlo si usa un’insulina ad azione prolungata (long-acting) la sera, alle 22-23. L’obiettivo è mimare l’andamento fisiologico: un tono basale (long-acting) più insuline rapide ai pasti.
La glicemia da mantenere è intorno a 90-100 mg/dl (post-prandiale fino a 180). I controlli glicemici sono tre al giorno, in corrispondenza dei pasti, e ogni volta che si sospetta ipoglicemia.
Tipi di insulina (per velocità d’azione)
Le insuline si distinguono in base alla velocità d’azione:
- Ultra-rapide: inizio a 15 min, picco a 1h, durata 2-4h; si fanno prima del pasto.
- Rapide: inizio a 30 min, picco a 2-3h, durata 3-6h.
- Intermedie (lente): inizio a 2-4h, picco a 4-12h, durata 12-18h.
- Long-acting (ultra-lente): durata 24h, coprono tutta la giornata, senza picco, assorbite molto lentamente dal sito di iniezione.
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La scelta dipende dallo stile alimentare: chi si nutre di tanti piccoli spuntini necessita di un’insulina lenta; chi fa due pasti principali ha bisogno anche di insulina rapida. L’insulina a lunga durata d’azione serve sempre a coprire l’intera giornata.
Modifiche strutturali e nomenclatura
L’insulina nativa è costituita da due catene (alfa e beta) unite da ponti disolfuro. I nomi delle insuline analoghe derivano dalle modifiche aminoacidiche rispetto alla catena nativa, in genere sugli ultimi amminoacidi della catena B:
- Aspart: inserimento di un acido aspartico (aspartato).
- Lispro: inserimento di una lisina e una prolina.
- Glulisina: doppia modifica (glicina + lisina).
- Detemir: inserimento di un acido grasso, che aumenta il peso molecolare.
Insulina umana — PDB 3I40. Si riconoscono la catena A (21 amminoacidi) e la catena B (30 amminoacidi), tenute insieme da due ponti disolfuro interchain più uno intrachain nella catena A. Tutte le modifiche degli analoghi cadono sulla porzione terminale della catena B, che è la superficie con cui i monomeri si associano fra loro.
Tutte queste modifiche servono a modificare la cinetica di assorbimento e, di conseguenza, di azione del farmaco. L’insulina esogena agisce esattamente come quella endogena: si modificano solo durata d’azione e cinetica per mimare la condizione fisiologica.
Il punto meccanicistico è uno solo: nel sottocute l’insulina esiste come esamero, e deve dissociarsi in monomeri prima di poter passare nel capillare. È la dissociazione, non l’assorbimento, a limitare la velocità. Da qui le tre strategie di progettazione — destabilizzare l’esamero (analoghi rapidi), farlo precipitare al pH del sottocute (glargine) o agganciarlo all’albumina con una catena grassa (detemir, degludec).
Molecole della classe
Analoghi rapidi (prandiali) — si fanno al pasto, coprono il picco glicemico.
| Molecola | Cosa la distingue | Particolarità |
|---|---|---|
| Insulina Lispro | inversione Lys(B28)-Pro(B29): tolta la prolina, l’esamero si dissocia subito | primo analogo della storia (1996), riferimento per i microinfusori |
| Insulina Aspart | Pro(B28)→Asp: la carica negativa respinge i monomeri | la formulazione Fiasp con niacinamide parte in ~4 min e si può fare fino a 20 min dopo l’inizio del pasto |
| Insulina Glulisina | Lys(B3) e Glu(B29), unica formulata senza zinco | assorbimento poco dipendente dal sito: vantaggio nell’obeso |
| Insulina umana regolare | nessuna modifica, esamero nativo | va fatta 30 min prima del pasto; oggi solo ev, in terapia intensiva e nella chetoacidosi |
Analoghi basali — coprono il tono insulinico interprandiale e notturno.
| Molecola | Cosa la distingue | Particolarità |
|---|---|---|
| Insulina Glargine | Gly(A21) + 2 Arg in B31-B32: precipita nel sottocute a pH 7,4 | soluzione a pH 4 → brucia e non si miscela mai con altre insuline; la U300 è più piatta della U100 |
| Insulina Detemir | acido miristico su Lys(B29) → lega l’albumina al 98% | minor incremento ponderale; durata dose-dipendente, spesso serve due volte al giorno |
| Insulina Degludec | diacido C16 → multiesameri solubili nel sottocute | durata > 42 h e orario flessibile; steady state in 3 giorni, quindi si titola lentamente |
| Insulina NPH (isofano) | ritardata con protamina, sospensione torbida | ha un picco a 4-8 h → più ipoglicemie notturne; va risospesa prima dell’uso; economica, ancora usata in gravidanza |
Rischi
La terapia insulinica è sicura (è un componente endogeno), ma va gestita opportunamente. I rischi principali sono:
- Ipoglicemia: pericolosa perché, se cronica, ha effetto negativo sulle funzioni neurologiche, fino all’amnesia globale transitoria (da sofferenza dei lobi temporali). Si corregge somministrando glucosio.
- Immunogenicità: essendo una proteina esogena, può indurre anticorpi neutralizzanti, con resistenza o reazioni di ipersensibilità.
🔗 Collegamenti
- Diabete Mellito (DM1 vs DM2 e Complicanze) — 💊 terapia del DM1
- Fisiopatologia e Strategia del DM2 — 🔄 nel DM2 solo nel beta-cell failure terminale