Omega 3
Gli omega 3 polinsaturi sono il substrato di EPA e DHA, da cui derivano i Mediatori Pro-risolutivi Specializzati (SPM) (resolvine, protectine, maresine). Questo costituisce una base razionale per l’effetto antinfiammatorio attribuito alla dieta mediterranea, ricca di questi acidi grassi: gli omega 3 fornirebbero il substrato pro-risolutivo nel momento in cui si attiva il processo infiammatorio.
(a) Dal grasso alimentare agli SPM: gli omega 3 polinsaturi (PUFA) forniscono EPA e DHA. L’EPA, tramite COX-2 acetilata dall’aspirina o citocromo P450 e poi 5-lipossigenasi, dà la resolvina E1; il DHA, tramite 15-lipossigenasi-1, dà le resolvine della serie D (RvD1, RvD2) e la protectina D1/NPD1. (b) La protectina D1 agisce sul recettore PD1R di leucociti, microglia e astrociti (↓ neuroinfiammazione) e sui neuroni, dove riduce TRPV1, il rilascio di glutammato e la segnalazione del TNF-α.
L’uomo non è in grado di sintetizzare gli omega 3; vengono ricavati e purificati dal pesce (separandoli da contaminanti come il mercurio). Non tutti i preparati commerciali offrono le stesse garanzie di purificazione.
Evidenze cliniche
Lo studio GISSI ha dimostrato effetti degli omega 3 sulla disfunzione endoteliale e parametri correlati; per questo continuano a essere prescritti nel paziente a rischio cardiovascolare (esistono però studi più recenti contrastanti). Due preparati di omega 3 studiati nel GISSI sono stati registrati come farmaci. L’ipotesi è che l’integrazione mantenga attivi i meccanismi antinfiammatori/pro-risolutivi, sebbene non vi sia ancora un quadro definitivo.
🔗 Collegamenti
- Mediatori Pro-risolutivi Specializzati (SPM) — ⬇️ prodotti derivati (EPA/DHA)
- Risoluzione dell’Infiammazione — 🔗 razionale antinfiammatorio