Mediatori Pro-risolutivi Specializzati (SPM)

Gli SPM (specialized pro-resolving mediators) sono molecole lipidiche prodotte solo nella fase di risoluzione dell’infiammazione, dove sostituiscono prostaglandine e leucotrieni (lipid mediator class switch). Governano efferocitosi, rigenerazione tissutale e controllo del dolore.

Le quattro classi

Derivano da diversi acidi grassi polinsaturi:

  • Acido arachidonico (AA)lipoxine
  • Acido docosaesaenoico (DHA)protectine e maresine
  • Acido eicosapentaenoico (EPA)resolvine

Ciascuna classe ha funzione e enzimi di sintesi propri. Le protectine regolano i neutrofili e l’infiltrazione dei linfociti T, promuovono la risoluzione e riducono peritonite e infiammazione delle vie aeree.

Cambio di attività degli enzimi nella risoluzione

Il dato critico dal punto di vista farmacologico è che alcuni enzimi pro-infiammatori cambiano funzione durante la risoluzione:

  • La COX2, che normalmente produce prostaglandine, nel contesto della risoluzione si ritrova nella cascata di sintesi delle resolvine e si mette a produrre molecole pro-risolutive (il meccanismo è noto per l’aspirina ma non completamente chiarito in generale).
  • La 5-lipossigenasi, lo stesso enzima che produce i leucotrieni, nella risoluzione produce resolvine.

Conseguenza clinica: quando si inibisce o si modula la COX2 (o la 5-LOX) non si sa con certezza quale attività dell’enzima si stia spegnendo. Per questo l’uso prolungato dei FANS in un processo infiammatorio acuto è probabilmente sbagliato, perché interferisce con l’azione pro-risolutiva della COX2 (vedi FANS nelle Infezioni e Rischio nella Risoluzione).

Aspirina e lipoxine

L’aspirina è oggi usata prevalentemente a basso dosaggio nella profilassi antitrombotica e poco come antinfiammatorio. È un inibitore preferenziale della COX1, ma acetila anche la COX2: non la inibisce irreversibilmente come fa con la COX1, bensì ne cambia l’attività, spingendola a produrre lipoxine. La sua efficacia clinica deriverebbe quindi non tanto dallo spegnimento dei prostanoidi quanto dalla spinta verso la risoluzione della patologia.

Funzione anti-nocicettiva

Diverse resolvine attivano recettori specifici (esistono anche inibitori dedicati). Il dolore infiammatorio tende a risolversi con la risoluzione del processo: le resolvine hanno una funzione anti-nocicettiva, agendo come agonisti o inibitori a seconda del recettore coinvolto.

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