Repaglinide

Scheda-farmaco — singola molecola della classe Secretagoghi dell'Insulina (Sulfaniluree e Glinidi). Il meccanismo di classe sta nella nota madre: qui trovi ciò che distingue questa molecola. Dati da fonti autorevoli, aggiornati al 2026-08-14.

Classe: glinide (meglitinide), capostipite della classe · ATC: A10BX02 · Nomi commerciali (IT): NovoNorm, Enyglid, repaglinide generica · PubChem CID 65981

Perché questa molecola

È il capostipite delle glinidi e il farmaco che incarna la differenza fra le due famiglie di secretagoghi: chiude lo stesso canale K⁺-ATP delle sulfaniluree, ma non contiene lo zolfo — è un derivato dell’acido benzoico — e si lega a un sito distinto del SUR1, con affinità minore e dissociazione rapidissima.

Da qui deriva tutto il suo profilo: inizio d’azione entro 30 minuti ed emivita di ~1 ora, cioè un secretagogo che si accende e si spegne con il pasto. È il regolatore prandiale della classe — si assume prima di ogni pasto e, regola che il paziente deve imparare a memoria, se salta il pasto salta la dose. Rispetto alle sulfaniluree colpisce specificamente il picco glicemico post-prandiale e dà meno ipoglicemie interprandiali e notturne.

Il secondo tratto distintivo è l’eliminazione biliare: viene metabolizzata dal fegato ed escreta con le feci, per cui è utilizzabile anche nell’insufficienza renale avanzata, dove le sulfaniluree diventano pericolose. Il prezzo è un’interazione grave: il gemfibrozil, inibitore del CYP2C8, ne aumenta l’esposizione fino a 8 volte e l’associazione è controindicata.

Struttura

Struttura 2D della repaglinide (PubChem CID 65981). Formula C₂₇H₃₆N₂O₄, PM 452,6 g/mol. Si nota l’assenza del gruppo solfonilureico: al suo posto un acido carbossilico benzoico, la differenza chimica che dà il nome alla classe e ne spiega il legame a un sito diverso del SUR1.

Farmacodinamica

Catena d’azione: repaglinide → si lega a un sito del SUR1 distinto da quello delle sulfaniluree (affinità minore, dissociazione rapida) → chiusura del canale K⁺-ATP → depolarizzazione → ingresso di Ca²⁺ → picco secretorio di insulina rapido e breve, sincronizzato col pasto → controllo del picco glicemico post-prandiale, con ritorno rapido al basale.

flowchart TD
  A["repaglinide, assunta prima del pasto"] -->|sito distinto dalle sulfaniluree| B["SUR1 del canale K-ATP"]
  B --> C["chiusura del canale, depolarizzazione"]
  C --> D["ingresso di Ca2+ -> secrezione di insulina"]
  D --> E["picco insulinico rapido, entro 30 min"]
  A --> F["emivita ~1 h, dissociazione rapida"]
  F --> G["effetto spento prima del pasto successivo"]
  E --> H["controllo del picco glicemico post-prandiale"]
  G --> I["poche ipoglicemie interprandiali e notturne"]
  A --> L["metabolismo CYP2C8/3A4, escrezione biliare"]
  L --> M["utilizzabile nell'insufficienza renale avanzata"]

Come tutta la classe, la secrezione indotta non è glucosio-dipendente: il rischio ipoglicemico è ridotto dalla cinetica, non abolito. Livello meccanicistico completo in Secretagoghi dell’Insulina (Sulfaniluree e Glinidi).

Farmacocinetica

  • Biodisponibilità: ~56%; assorbimento rapido, picco plasmatico a ~1 h.
  • Legame proteico: > 98%.
  • Onset/durata: inizio d’azione ~30 min, effetto esaurito in 3-4 h.
  • Emivita: ~1 h — la più breve fra i secretagoghi.
  • Metabolismo: epatico via CYP2C8 (via principale) e CYP3A4, con contributo del trasportatore OATP1B1 per l’uptake epatico; tutti i metaboliti sono inattivi.
  • Eliminazione: ~90% biliare/fecale, < 8% renale → nessun aggiustamento nell’insufficienza renale, se non nella titolazione iniziale.

Posologia e monitoraggio

Orale, 0,5-4 mg prima di ogni pasto principale (massimo 16 mg/die), assunta 15-30 minuti prima. La regola operativa è: un pasto = una dose, nessun pasto = nessuna dose. Titolazione settimanale sulla glicemia post-prandiale, che è il bersaglio del farmaco. Si seguono HbA1c ogni 3 mesi e peso; nell’insufficienza epatica si titola più lentamente.

Tossicità

  • Ipoglicemia — meno frequente e meno prolungata che con le sulfaniluree, ma possibile, soprattutto se la dose viene presa senza mangiare.
  • Aumento di peso modesto.
  • Disturbi gastrointestinali, aumento transitorio delle transaminasi; rari i disturbi visivi da variazioni glicemiche rapide e le reazioni di ipersensibilità.

⚠️ Attenzione

  • Controindicazioni: DM1 e chetoacidosi diabetica, insufficienza epatica grave, associazione con gemfibrozil (controindicata), gravidanza e allattamento.
  • Gruppi speciali: insufficienza renale, anche avanzata → è il secretagogo di scelta, per l’eliminazione biliare; anziano → utilizzabile, con attenzione all’aderenza allo schema per-pasto; insufficienza epatica → dosi ridotte e titolazione lenta.
  • Interazioni rilevanti:
    • Gemfibrozil (inibitore del CYP2C8) → esposizione fino a 8 volte superiore e ipoglicemia grave e prolungata: associazione controindicata. È l’interazione da ricordare.
    • Trimetoprim, claritromicina, itraconazolo, ciclosporina (CYP2C8/3A4/OATP1B1) → ↑ concentrazioni.
    • Rifampicina, carbamazepina, barbiturici (induttori) → ↓ efficacia.
    • Beta-bloccanti non selettivi → mascherano i sintomi adrenergici dell’ipoglicemia; alcol → la potenzia.
  • Antidoto dell’ipoglicemia: glucosio orale o ev; glucagone se il paziente non collabora. L’osservazione richiesta è più breve che per le sulfaniluree, data l’emivita di 1 ora.

Posto in terapia

Farmaco di nicchia ma con due indicazioni chiare: il paziente con iperglicemia prevalentemente post-prandiale e alimentazione irregolare (pasti saltati o a orari variabili), dove lo schema per-pasto è un vantaggio anziché un ostacolo, e il paziente con insufficienza renale avanzata in cui le sulfaniluree sono controindicate. Fuori da questi due casi le linee guida preferiscono gliflozine e agonisti GLP-1.

🔗 Compare in

Fonti: PubChem CID 65981 (struttura, formula, ATC A10BX02); PDB 6JB1 e 6JB3 (canale K-ATP pancreatico e subunità SUR1 legati alla repaglinide) per il sito di legame; EMA SmPC e DailyMed SPL per farmacocinetica, posologia e interazioni. Consultate il 2026-08-14.