Genetica di Popolazioni

La genetica di popolazioni è un settore della genetica che si occupa di studiare i geni e la variabilità genica non all’interno di singole famiglie, ma di intere popolazioni, offrendo strumenti matematici per descrivere una popolazione in termini genici. Nata intorno ai primi del ‘900, studia come e quanto viene distribuito un determinato allele e ne analizza la variazione nel tempo.

In ambito medico, è di fondamentale importanza per stimare quanto sia diffuso un allele mutante all’interno di una popolazione e per calcolare la frequenza dei portatori sani.


Branche della Genetica e Scale d’Indagine

Lo studio dei geni può essere suddiviso in tre grandi ambiti:

  • Genetica Molecolare: Fornisce spiegazioni sulla patogenesi a livello molecolare. Descrive la struttura e la funzione fisiologica del gene e i meccanismi biochimici alterati quando esso è mutato o patologico.
  • Geni nelle Famiglie (Genetica Classica/Formale): Analizza le modalità di trasmissione dei caratteri ereditari da una generazione all’altra.
  • Geni nelle Popolazioni (Genetica di Popolazioni): Studia il movimento dei geni e la variabilità genetica all’interno delle popolazioni, fornendo le basi per comprendere l’evoluzione di una specie e stimare la presenza di alleli patogeni.

Parametri Genetici di una Popolazione

Per caratterizzare geneticamente una popolazione si utilizzano tre tipi di frequenze:

1. Frequenze Fenotipiche

Indicano la frequenza con cui si manifestano i diversi fenotipi nella popolazione (es. la percentuale di individui con fenotipo dominante rispetto a quelli con fenotipo recessivo).

2. Frequenze Genotipiche

Misurano la frequenza delle combinazioni alleliche negli individui. Per un gene biallelico con alleli (dominante) e (recessivo), indica la frazione di:

  • Omozigoti dominanti ()
  • Eterozigoti ()
  • Omozigoti recessivi ()

3. Frequenze Alleliche (o Geniche)

Rappresentano la frequenza relativa di ciascun allele nel pool genico della popolazione. Si calcolano dividendo il numero di copie di un determinato allele per il numero complessivo di alleli presenti (che in individui diploidi corrisponde al doppio del numero di individui totali, , in quanto ciascun soggetto possiede due alleli per locus).

Formule ed Equazione delle Frequenze Alleliche

Per convenzione, la frequenza dell’allele dominante () si indica con , mentre la frequenza dell’allele recessivo () si indica con . La somma delle frequenze di tutti gli alleli di un determinato locus nella popolazione deve essere pari al 100% (ossia 1):

Da cui si ricavano le formule inverse:

Queste frequenze possono variare nel tempo sotto l’influenza di fattori evolutivi, permettendo di studiare lo spostamento nello spazio e nel tempo di determinate caratteristiche genetiche (es. la diffusione della persistenza della lattasi o di varianti patologiche).


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