Persistenza della Lattasi

La persistenza della lattasi è una condizione genetica e fenotipica caratterizzata dal mantenimento dell’espressione dell’enzima lattasi in età adulta, consentendo la digestione del lattosio.

Fisiologicamente, nei mammiferi il lattosio viene scisso in galattosio e glucosio dalla lattasi presente sugli enterociti dell’intestino tenue. Questo enzima è espresso al massimo durante l’infanzia (periodo dell’allattamento) e subisce un calo drastico e programmato dell’espressione durante la crescita.

Nell’essere umano, alcune popolazioni presentano un’elevata prevalenza di persistenza della lattasi (specialmente in Europa e in alcune aree dell’Africa e del Medio Oriente), mentre in altre popolazioni (es. in Cina) prevale il fenotipo non-persistente, associato a un’elevata intolleranza al lattosio in età adulta.


Meccanismo Molecolare

La persistenza della lattasi è regolata da varianti geniche determinate da polimorfismi a singolo nucleotide (SNP) che si trovano a monte dell’esone 12 del gene MCM6. Questa regione nucleotidica funziona come un enhancer (attivatore trascrizionale a distanza) per il gene della lattasi (LCT).

A seconda della popolazione considerata, il nucleotide mutato nell’enhancer è differente (sebbene determini lo stesso effetto fenotipico):

  • Popolazioni dell’Africa Orientale (Kenya e Tanzania): Sostituzione di una Guanina (G) con una Citosina (C) in posizione -14010 basi rispetto al gene LCT.
  • Arabia Saudita: Sostituzione di una Timina (T) con una Guanina (G) in posizione -13915 basi rispetto al gene LCT.
  • Europa: Sostituzione di una Citosina (C) con una Timina (T) in posizione -13910 basi rispetto al gene LCT.

Questi polimorfismi attivano l’enhancer consentendo il legame del fattore di trascrizione OCT (un attivatore molecolare). OCT richiama i fattori generali di trascrizione al promotore del gene LCT, determinandone un’aumentata espressione e impedendone lo spegnimento fisiologico con la crescita.


Evoluzione e Pressioni Selettive

La correlazione geografica tra la tolleranza al lattosio e lo sviluppo storico dell’allevamento bovino (siti neolitici del 10.000 a.C.) rappresenta un classico esempio di coevoluzione gene-cultura.

Il genetista Simoons ha formulato due ipotesi principali per spiegare questa associazione:

  1. Ipotesi Storico-Culturale: La variante ancestrale C (non-persistenza) è più antica. La variante T (persistenza) è insorta successivamente ed è diventata preponderante grazie alla selezione positiva indotta dall’introduzione della pastorizia.
  2. Ipotesi Reverse: Il polimorfismo che garantisce la persistenza della lattasi era già presente e diffuso prima dello sviluppo della pastorizia, fungendo da prerequisito biologico che ha favorito la nascita e la diffusione del consumo di latte e dell’allevamento.

Ulteriori Fattori Ambientali

  • Clima arido: Nelle regioni desertiche, il latte di cammello ha rappresentato una risorsa idrica fondamentale. La persistenza della lattasi ha favorito la sopravvivenza consentendo l’idratazione.
  • Assorbimento di calcio (rachitismo): Nel Nord Europa, la ridotta irradiazione solare limita la sintesi di vitamina D. Il consumo di latte fornisce una fonte essenziale di calcio e vitamina D, prevenendo il rachitismo e favorendo gli individui tolleranti.

Si parla di convergenza adattativa (o evoluzione convergente) in quanto mutazioni diverse (es. -14010 in Africa e -13910 in Europa) sono state selezionate indipendentemente in popolazioni distinte, portando allo stesso vantaggio fenotipico in risposta a pressioni ambientali analoghe.

Bilancio della Selezione Naturale

La diffusione globale di questo fenotipo è regolata da forze selettive contrapposte:

  • Fattori Selettivi Positivi (Vantaggi):
    • Il latte è un alimento completo e altamente nutritivo (ricco di proteine, lipidi, carboidrati e vitamine), disponibile anche durante carestie o variazioni climatiche.
    • L’allevamento e la mungitura sono più efficienti e meno pericolosi rispetto alla caccia, e non richiedono l’uccisione dell’animale.
    • Le donne neolitiche con persistenza alla lattasi mostravano una fitness riproduttiva maggiore, con una fertilità superiore del 32% rispetto alle non-persistenti.
  • Fattori Selettivi Negativi (Svantaggi):
    • I soggetti privi dell’enzima subivano una perdita nutrizionale drastica.
    • Il consumo di latte nei non-persistenti scatena sintomi gastrointestinali dolorosi e debilitanti (diarrea osmotica, disidratazione e, in casi storici estremi, morte).

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