Superantigeni

I superantigeni sono una categoria particolare di antigeni che agisce in modo del tutto anomalo. Mentre gli antigeni convenzionali vengono elaborati, presentati nella tasca dell’MHC di Classe II e riconosciuti da linfociti T specifici, i superantigeni — molecole di origine batterica — si legano all’esterno della tasca peptidica dell’MHC II, in corrispondenza di una regione costante della catena α, e contemporaneamente legano direttamente una regione variabile () della catena β del TCR. Questo legame simultaneo tra MHC e TCR avviene senza riconoscimento specifico dell’antigene.

Attivazione massiva e aspecifica

Poiché esistono circa 52 geni che codificano le porzioni Vβ del TCR, un singolo superantigene può attivare indiscriminatamente tutti i linfociti T che esprimono una determinata variante Vβ, indipendentemente dalla loro specificità. Il risultato è un’attivazione massiva e aspecifica che può coinvolgere il 2-20% dei linfociti T totali, con risposta infiammatoria eccessiva associata a patologie come shock tossico e sepsi.

Enterotossina dello Staphylococcus aureus

Il superantigene più comune è l’enterotossina prodotta dallo Staphylococcus aureus. Molti ceppi di stafilococco producono enterotossine che agiscono come superantigeni, responsabili della sindrome da shock tossico: una condizione grave dovuta alla massiccia attivazione dei linfociti T e all’eccessiva produzione di citochine infiammatorie. La sintomatologia include febbre alta, diarrea, nausea, sudorazione profusa e tossicità sistemica.

Gli stafilococchi sono batteri molto diffusi, normalmente presenti sulla cute, nelle narici e nella gola. In condizioni favorevoli (es. temperature elevate) producono enterotossine che, se ingerite, causano spesso tossinfezioni alimentari.

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