Consumo Energetico Cerebrale e Automatismi

Il cervello è energivoro

Il cervello non smette mai di funzionare, nemmeno durante il sonno: qualsiasi attività richiede circuiti che inviano potenziali, quindi c’è un fabbisogno continuo di energia.

Sezione transassiale PET con ¹⁸F-FDG dell’encefalo di un uomo di 56 anni: in rosso le aree a maggiore accumulo del tracciante (consumo di glucosio), in blu quelle a captazione bassa o nulla. Fonte: Wikimedia Commons (Jens Maus, Public domain).

Funzionamento in automatico

Perché l’energia basti, il cervello deve lavorare in automatico: non deve reclutare ogni volta nuove aree di neuroni per un compito che non sa svolgere immediatamente. La maggior parte della vita quotidiana è automatica (alzarsi dal letto, spostare le coperte, spegnere la sveglia avvengono senza pensiero).

Gli automatismi possono ingannare quando cambia qualcosa a cui si è molto abituati:

  • dopo anni di strada verso il liceo, nelle prime settimane di università si è concentrati e non si sbaglia; poi, distratti (es. dopo un litigio), si torna a prendere la strada del liceo perché il nuovo percorso non è ancora automatizzato;
  • guidare con il volante dall’altra parte (Inghilterra, Irlanda) richiede una tensione continua e, davanti a un imprevisto, si sterza nella direzione sbagliata.

Il consumo energetico nel bambino

Il bambino funziona ancora poco in automatico: accoglie continuamente nuovi stimoli per costruire il “database” su cui si baserà il suo futuro. Per questo a 5-6 anni il cervello consuma il 60% dell’energia.

Una teoria spiega così la lunga infanzia dell’uomo (fino a 10-12 anni si resta piccoli): non c’è energia sufficiente per crescere. Quando il cervello ha acquisito il database fondamentale per la vita adulta, mette a disposizione del corpo l’energia necessaria, attivando l’ipotalamo e l’ipofisi per la crescita e lo sviluppo.

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