Riabilitazione Robotica, Ausili e Tecnologie

Riabilitazione robotica

Esoscheletri per il cammino e robot per l’arto superiore. Consentono trattamenti ad alta intensità e alto volume anche con risorse umane limitate, permettendo di eseguire un elevato numero di gesti specifici in tempi ridotti e anche il trattamento simultaneo di più pazienti.

Dimostrazione di un dispositivo robotico per il training del cammino in un centro di neuroriabilitazione. Fonte: Wikimedia Commons (Shefali.assam, CC BY-SA 4.0).

Ausili per l’autonomia

Dalle stampelle canadesi alle carrozzine. Esistono inoltre sistemi di puntamento oculare e interfacce computerizzate (come la carrozzina di Stephen Hawking), BCI (Brain Computer Interface) e protesi bioelettriche avanzate.

Gaming riabilitativo e realtà virtuale

Assumono un ruolo crescente soprattutto nella fase cronica. In alcuni studi l’uso di videogiochi riabilitativi ha costretto i pazienti a eseguire centinaia di movimenti ripetitivi in un’ora — circa 500 movimenti di spalla — con un netto miglioramento della qualità e della fluidità del gesto motorio.

Ruolo nel percorso riabilitativo

Le raccomandazioni più recenti suggeriscono di affiancare alla riabilitazione tradizionale interventi ad alta intensità, aumentando il numero di ripetizioni e le ore di allenamento.

Queste tecnologie non sostituiscono il lavoro del medico o del fisioterapista, ma rappresentano un valore aggiunto: permettono un training altamente ripetitivo, misurabile e oggettivo. I dispositivi quantificano l’escursione articolare, il numero di ripetizioni e la qualità del movimento, fornendo al paziente un feedback continuo sui progressi del recupero.

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