Medicina Fisica e Riabilitativa (Fisiatria)

Identità della specialità: l’approccio relazionale

La Medicina Fisica e Riabilitativa (PRM) si distingue dalle altre specialità per la prospettiva con cui guarda al paziente. Il confronto si coglie applicando tre sguardi diversi allo stesso caso clinico, un adenoma ipofisario:

  • Neurochirurgo (approccio segmentario): il focus è la rimozione della massa tumorale. La soluzione è anatomica e chirurgica, e interviene direttamente sul segmento corporeo interessato.
  • Endocrinologo (approccio sistemico): analizza le disregolazioni ormonali causate dall’adenoma e interviene prevalentemente per via farmacologica, per ripristinare l’omeostasi dell’intero sistema endocrino.
  • Fisiatra (approccio relazionale): poiché l’adenoma, come massa occupante spazio, può causare deficit neurologici, motori o cognitivi, il fisiatra si concentra su come questi disturbi influenzino la relazione del paziente con l’ambiente esterno.

Gli organi di relazione

La differenza tra medicina interna e fisiatria si può fissare con una stilizzazione simbolica del paziente:

  • Il medico internista si occupa del mantenimento dell’omeostasi: la sua rappresentazione ideale è un omino con grandi torace e addome, dove risiedono gli organi vitali di suo interesse.
  • Il medico fisiatra si focalizza sugli organi di relazione (muscoli, tendini, sistema nervoso centrale e autonomo): la sua stilizzazione è una figura con testa, mani e gambe grandi, cioè le strutture che permettono l’interazione con il mondo.

Bidirezionalità tra organo e funzione

Le due dimensioni non sono mutualmente esclusive, ma bidirezionali. Le patologie d’organo (scompenso cardiaco, stroke) generano conseguenze funzionali — limitazioni motorie, cognitive, psichiatriche — che riducono l’interazione con l’ambiente. Inversamente, la ridotta mobilità impatta sulla salute d’organo: nei pazienti allettati aumenta il rischio di obesità o di ulcere da decubito.

Il fisiatra, pur focalizzandosi sulla funzione, resta un medico a tutti gli effetti: deve conoscere e trattare la patologia sottostante mentre gestisce il recupero funzionale.

Obiettivi del team riabilitativo

L’intervento agisce su tre livelli:

  1. Migliorare gli impairments (danni d’organo);
  2. Ridurre le limitazioni nelle attività quotidiane;
  3. Aumentare la partecipazione sociale, familiare e lavorativa.

Questi tre livelli si riassumono nel concetto di functioning, formalizzato dall’ICF.

L’équipe multidisciplinare

Il fisiatra prescrive e coordina un percorso terapeutico attuato da un’équipe multidisciplinare: fisioterapista, terapista occupazionale, infermiere, psicologo, logopedista. L’obiettivo è trattare i disturbi funzionali, motori o cognitivi, emergenti.

Storia e metodologia

La riabilitazione è una specialità giovane, nata negli USA dopo la Seconda Guerra Mondiale per il recupero dei soldati con amputazioni e lesioni midollari.

Le caratteristiche cardine della metodologia riabilitativa odierna sono:

  • Lavoro di team: collaborazione tra diverse figure professionali.
  • Centralità del paziente: il paziente e il caregiver, adeguatamente istruito, sono parte attiva del processo.
  • Progetto Riabilitativo Individuale (PRI): un piano con obiettivi realistici, misurabili e condivisi.

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