Stimolazione Cerebrale Non Invasiva (TMS e tDCS)

Stimolazione magnetica transcranica (TMS)

La modalità più impiegata in ambito riabilitativo è la TMS (Transcranial Magnetic Stimulation). Si basa sull’applicazione di campi elettromagnetici attraverso una bobina posta sullo scalpo, che genera una corrente elettrica capace di attraversare il cranio e stimolare la corteccia cerebrale. La corrente indotta può determinare depolarizzazione o iperpolarizzazione dei neuroni, in particolare a livello della corteccia motoria.

Nella pratica clinica si usano protocolli di stimolazione ripetitiva (rTMS), costituiti da treni di stimoli magnetici. L’effetto dipende dalla frequenza:

  • alta frequenza → aumento dell’eccitabilità neuronale;
  • bassa frequenza → effetto opposto, di tipo inibitorio.

Questo consente di modulare l’attività delle aree corticali coinvolte nel controllo motorio e di favorire la riorganizzazione cerebrale alla base del recupero funzionale.

Livelli di evidenza nel recupero motorio post-ictus

Le tecniche di stimolazione non invasiva sono relativamente giovani: la maggior parte degli studi è stata condotta negli ultimi 20-25 anni. Le raccomandazioni disponibili:

  • Evidenza di livello A (forte): TMS a basse frequenze sulla corteccia controlaterale alla lesione, efficace nel favorire il recupero motorio della mano in fase post-acuta.
  • Evidenza di livello B (probabile efficacia): TMS ad alte frequenze sull’emisfero ipsilesionale, sempre in fase post-acuta.
  • Evidenza più bassa (possibile efficacia): TMS a basse frequenze sull’emisfero controlaterale anche in fase cronica, cioè nei mesi successivi all’evento acuto.

Modalità di impiego

La finestra in cui gli interventi riabilitativi sono più efficaci resta quella dei primi tre mesi; oltre si parla di fase cronica. La TMS a basse frequenze sulla corteccia controlaterale in fase post-acuta facilita e potenzia gli esiti riabilitativi soprattutto come trattamento complementare alla riabilitazione tradizionale, ed è particolarmente efficace se eseguita prima della seduta di fisioterapia, preparando il cervello all’allenamento motorio.

Il razionale di questo schema di stimolazione è il modello dell’inibizione interemisferica.

tDCS

La stimolazione non invasiva può essere effettuata anche con correnti elettriche dirette (tDCS), e non solo con campi magnetici. È più semplice dal punto di vista tecnico, perché richiede un’apparecchiatura meno complessa e più accessibile, e consente di eseguire la stimolazione contestualmente alla seduta di fisioterapia, integrandola direttamente nel trattamento.

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