Fratture dei Metacarpali

Definizione ed epidemiologia

Fratture molto frequenti. La frattura del quinto metacarpale è detta boxer’s fracture perché avviene in chi colpisce con un pugno un oggetto o una persona (o batte il pugno sul tavolo). Colpisce soprattutto maschi under 40.

Radiografia postero-anteriore della mano sinistra: frattura del collo del quinto metacarpo, detta “frattura del pugile” (boxer’s fracture). Fonte: Wikimedia Commons, Roberto J. Galindo, CC BY-SA 4.0.

Problema principale: la torsione

I metacarpi possono guarire con vizi di torsione: anche pochi gradi fanno sì che, chiudendo la mano, le dita non stiano l’una accanto all’altra ma si sovrappongano. È una situazione invalidante.

Controllo dei vizi rotazionali: chiudendo la mano, l’apice del polpastrello deve arrivare sul tubercolo dello scafoide.

Quadro clinico

  • Dolore.
  • Tumefazione.
  • Accorciamento del metacarpale interessato (se scomposte).

Terapia conservativa

  • Composte: gesso antibrachio-metacarpo-digitale con polso in lieve estensione, MTC e IFP in lieve estensione, per 3–4 settimane. Va immobilizzato anche il dito vicino.
  • Scomposte: riduzione e gesso antibrachio-metacarpo-digitale con polso esteso e MTC e IFP a 90°, per 4–6 settimane.

Deformità tollerabili (non si trattano)

  • Angolature dorsali:
    • < 10° per II e III metacarpale;
    • < 20° per IV metacarpale;
    • < 30° per V metacarpale.
  • Accorciamenti compresi tra 2 e 10 mm.
  • Primo metacarpale: angolatura < 20° sul piano sagittale e < 15° sul frontale.

Terapia chirurgica

Indicata nelle fratture molto scomposte o instabili (es. trasversa, obliqua). Riduzione e sintesi, in base al metacarpale interessato, con:

  • fili di Kirschner;
  • viti;
  • placche e viti;
  • chiodi endomidollari;
  • fissatore esterno.

🔗 Collegamenti