Anatomia del Polso e della Mano

Radio: la “regola dell’11”

Il radio distale ha una conformazione precisa:

  • inclinazione radiale di 22° sul piano frontale;
  • altezza radiale rispetto all’ulna di circa 11 mm;
  • tilt volare di 11° sul piano laterale.

In termini semplici, la faccia articolare del radio guarda verso il basso di 11° ed è inclinata verso l’ulna di 22°.

Il mantenimento di questi parametri è fondamentale per il funzionamento del polso e dei suoi 6 movimenti: flessione, estensione, pronazione, supinazione, deviazione ulnare e radiale. Per questo vanno ripristinati nelle Fratture dell’Estremo Distale del Radio.

Ulna: la varianza ulnare

La varianza ulnare è l’altezza dell’ulna rispetto al radio:

  • positiva (ulna plus) se l’ulna è più alta del radio e supera il piano articolare;
  • negativa (ulna minus) se è più bassa.

Normalmente l’ulna è lievemente più bassa del radio: la differenza sul piano articolare è colmata dalla fibrocartilagine triangolare.

Ossa

  • 8 ossa carpali, in due filiere:
    • prima: scafoide, semilunare, piramidale, pisiforme;
    • seconda: trapezio, trapezoide, capitato, uncinato.
    • Mnemonica: “Se Sei Peter Pan Trova Tu Capitan Uncino”.
  • 5 ossa metacarpali.

Stabilizzatori

Statici:

  • Articolazione radio-ulnare distale (RUD): il radio ruota intorno all’ulna (prono-supinazione e traslazione).
  • Fibrocartilagine triangolare: distribuisce le forze di carico all’interno del polso (es. nella presa).
  • Membrana interossea: unisce radio e ulna per tutta la lunghezza e trasmette i carichi tra le due ossa.

Dinamici:

  • Pronatore quadrato: stabilizza la RUD durante la pronosupinazione.
  • Estensore ulnare del carpo: impedisce la traslazione della testa ulnare durante la pronazione.

(Integrazione da: sbobina 18)

Ossa del polso da ricordare

Mano e polso vanno di pari passo. Il radio è più grande distalmente e più piccolo prossimalmente, dove c’è il capitello radiale; l’ulna è l’opposto.

Tra le ossa del carpo il docente chiede di sapere:

  • scafoide: ha una vascolarizzazione retrograda, per cui nelle fratture rischia la necrosi del polo prossimale (vedi Frattura dello Scafoide);
  • trapezio: l’articolazione trapezio-metacarpale va spesso in artrosi (vedi Rizoartrosi).

Movimenti del polso: flessione ed estensione, deviazione radiale, deviazione ulnare, prono-supinazione (movimento relativo tra le due ossa dell’avambraccio).

Mano

  • Metacarpi (da non confondere con i metatarsi del piede) e falangi: due nel pollice, tre nelle altre dita.
  • Il pollice è il dito più importante, perché permette la presa.
  • I flessori permettono di afferrare; gli estensori aprono la mano e sono funzionali alla presa (si apre per prendere).

La mano è anche un organo di senso: con il tatto si percepisce il mondo esterno, e perderlo ha un forte impatto psichico. Con le mani si comunica, con un valore sociale importantissimo. La rappresentazione cerebrale della mano è enorme.

🔗 Collegamenti