Complicanze delle Fratture

Precoci

  • Lesioni vascolo-nervose: la frattura agisce come una lama che taglia i tessuti circostanti, lesionando vasi e nervi.
  • Embolia grassosa: migrazione nel torrente venoso del grasso del midollo osseo. Rara, soprattutto nei politraumatismi. Vedi Embolia Grassosa.
  • Infezioni: più frequenti nelle fratture esposte (l’osso è uscito dalla pelle) e nelle fratture trattate chirurgicamente. Il processo infettivo che ne deriva è l’osteomielite. Queste fratture si trattano ricoprendo l’osso con tessuto e somministrando antibiotici ad alto dosaggio. La forma più grave è la Gangrena Gassosa.

Tardive

  • Ritardo di consolidazione / pseudoartrosi: l’osso fa molta fatica a consolidare o non consolida. Vedi Pseudoartrosi.
  • Algodistrofia: sindrome distrettuale dolorosa, tipica di mani e piedi. Vedi Algodistrofia.
  • Consolidamento vizioso: la frattura guarisce con rapporti anatomici diversi da quelli dell’osso originario — storta o, peggio, con una rotazione alterata. Esempio: una frattura di femore guarita in rotazione alterata può dare un’intrarotazione del piede, con deambulazione scorretta e rischio di inciampare, perché camminando il piede intraruotato tocca col tallone l’altro piede. Non è infrequente nelle fratture diafisarie. Una deviazione in varo/valgo o in antiversione/retroversione tutto sommato può essere tollerata; una rotazione, soprattutto a livello del femore, è molto più problematica perché altera completamente la biomeccanica, e va assolutamente evitata (vedi Deviazioni Rotatorie nelle Fratture). Quando succede si interviene con un’osteotomia correttiva e rotativa: si seziona l’osso e lo si ruota nella posizione corretta. Sono interventi complessi, seguiti da una riabilitazione lunga, perché il paziente deve praticamente ripartire da zero.

(Sezione espansa con: sbobina 14)


(Integrazione da: sbobina 14)

  • Ritardo di consolidazione: di norma il callo osseo è visibile in Rx entro 4 mesi e la frattura deve essere guarita entro 6 mesi; a differenza della pseudoartrosi, potrebbe ancora guarire da solo (vedi Pseudoartrosi).
  • CRPS 1 e 2 (sindrome dolorosa regionale complessa), un tempo chiamata algodistrofia: vedi Algodistrofia.
  • Necrosi avascolare: ad esempio nelle fratture dell’omero prossimale, dove passano le due arterie principali della testa omerale; se vengono danneggiate la testa va in necrosi e la placca va sostituita con una protesi inversa (vedi Fratture dell’Omero Prossimale, Osteonecrosi).
  • Rifrattura / frattura periprotesica: attorno a mezzi di sintesi o protesi già impiantati, nel punto di passaggio tra osso e impianto (vedi Fratture Periprotesiche d’Anca).

Precoci, in aggiunta a quanto sopra: l’embolia grassosa può originare anche durante l’intervento, con l’uso della fresa (Embolia Grassosa); in età pediatrica, la Sindrome Compartimentale di Volkmann. Il rischio infettivo è massimo nelle Fratture Esposte.

Dolore con i cambi di tempo

Chi ha avuto fratture riferisce spesso dolore nelle stesse zone quando cambia il meteo, ed è vero. Il corpo si comporta come una spugna:

  • con l’alta pressione la spugna è “schiacciata” e i fenomeni infiammatori sono spenti;
  • con la bassa pressione (arrivo del maltempo) il corpo si “gonfia”, con edema e fenomeni infiammatori.

Vale un po’ per tutte le ossa, ma soprattutto per le zone sottoposte a traumi o interventi.

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