Trattamento delle Fratture
_311025_Traumatologia-(2)/media/14orto-c311025traumatologia-2-img1.png)
Criteri di scelta
Il trattamento dipende da:
- tipo e sede della frattura;
- presenza di una lussazione (Lussazione);
- frattura chiusa o esposta (Fratture Esposte);
- frattura composta o scomposta (Classificazione delle Fratture);
- presenza di lesioni vascolari o nervose.
Principio
La guarigione la fa il corpo: il chirurgo crea le condizioni perché l’osso guarisca al meglio, ma non lo guarisce. Per favorire la guarigione bisogna immobilizzare i monconi: se continuano a muoversi, il nuovo tessuto fatica a formarsi e a stabilizzarsi (Guarigione delle Fratture).
Trattamento incruento
_311025_Traumatologia-(2)/media/14orto-c311025traumatologia-2-img32.png)
Nelle fratture composte il trattamento è spesso incruento: non si opera, si immobilizza l’arto e si permette la guarigione. Mezzi (vedi Gesso e Bendaggi):
- bendaggio a otto nelle fratture di clavicola;
- Desault o Gilchrist nelle fratture dell’omero prossimale;
- gessi.
Una misura temporanea in attesa dell’intervento è la Trazione Transcheletrica.
Trattamento cruento
È il trattamento chirurgico e comporta l’osteosintesi con Mezzi di Sintesi (Osteosintesi): chiodi, placche, viti, fissatori esterni o protesi.
Quando l’intervento è più urgente
- Fratture esposte: per ridurre il rischio infettivo.
- Fratture molto scomposte o ad elevato rischio di scomposizione.
- Fratture articolari, per l’importanza della riduzione anatomica (Fratture Articolari).
- Fratture in giovani con elevate richieste funzionali.
In questi casi l’intervento serve sia a ridurre il rischio infettivo sia a ripristinare la stabilità ossea.
Post-operatorio: contenimento della frattura
- Gesso circolare: avvolge completamente l’arto.
- Stecca gessata: mezzo rigido applicato su un solo lato, fissato con bende elastiche.
- Tutori e corsetti specifici per le diverse articolazioni (spalla, ginocchio, anca, colonna; Gilchrist e Desault per le fratture d’omero), scelti in base al tipo di frattura e di intervento.
L’obiettivo è una stabilità assoluta dei frammenti, così che il paziente possa muovere precocemente l’arto. Oggi la tendenza è favorire la mobilizzazione precoce: dopo una frattura di gamba trattata con placca il paziente può camminare già dopo pochi giorni, anche con carico parziale. Quanto mobilizzare e quanto aspettare resta oggetto di discussione, ma tendenzialmente si dice di muovere.
Complicanze
Vedi Complicanze delle Fratture.
(Integrazione da: sbobina 15)
Principi AO
L’AO (vedi Classificazione AO delle Fratture), l’associazione di ortopedici più rinomata in Europa per la traumatologia, stabilisce i cardini del trattamento, cioè i 4 principi di cui l’osso ha bisogno per guarire dopo una frattura, con l’obiettivo di garantire il miglior risultato:
_14112025_Ortoplastica-(1)/media/19orto-s14112025ortoplastica-1-img2.png)
- Riduzione (anatomica): riallineamento della frattura scomposta; i frammenti vanno riposizionati per ripristinare i rapporti anatomici e ricreare l’osso nativo. Prima si rimettono i frammenti in posizione, solo dopo si esegue l’osteosintesi.
- Stabilizzazione (fissazione): la frattura va tenuta ferma, in modi diversi a seconda del pattern di frattura, con stabilità assoluta o relativa, per quanto la frattura lo permetta. Salvo situazioni particolari, non è accettabile che un paziente esca dalla sala operatoria senza stabilità della frattura. Una frattura ridotta perfettamente e stabile, rispettando vascolarizzazione e integrità dei tessuti, permette una mobilizzazione precoce e un recupero più rapido e migliore (vedi Riduzione e Stabilità delle Fratture).
- Biologia: la frattura deve trovarsi nelle condizioni adatte a guarire e ricevere il corretto apporto di sostanze nutritive, che non deve essere alterato dall’intervento di stabilizzazione del chirurgo. Da qui l’uso di tecniche il più possibile atraumatiche, senza essere eccessivamente aggressivi sull’osso e sui tessuti molli (vedi Guarigione Indiretta (Secondaria)).
- Mobilizzazione (precoce) dell’articolazione: mobilizzazione sicura dell’arto e percorso fisioterapico che permetta al paziente di riprendere, per quanto possibile, le attività precedenti al trauma, con un recupero veloce e completo.
Tutti gli ortopedici si occupano dei punti 1, 2 e 4, mentre la biologia, e quindi lo stato dei tessuti molli, non sempre viene considerata come dovrebbe (vedi Ortoplastica).
_14112025_Ortoplastica-(1)/media/19orto-s14112025ortoplastica-1-img1.png)
(Sezione espansa con: sbobina 19)
La scelta del trattamento dipende da localizzazione (articolare, metafisaria extra-articolare, diafisaria) e tipo di frattura.
Scopi del trattamento
- Ripristinare asse, rotazione e lunghezza (un vizio rotazionale è grave; vedi Deviazioni Rotatorie nelle Fratture).
- Evitare la “malattia da frattura” (es. zoppia e altri sintomi prolungati).
- Ridurre i tempi di ospedalizzazione, soprattutto negli anziani.
- Veloce ritorno al lavoro e alla vita sociale.
- Ridurre i costi e le complicanze.
Un osso guarisce da solo nel momento in cui si rompe, ma molto spesso non come dovrebbe.
Ruolo del trattamento conservativo
Ha un ruolo nella:
-
stabilizzazione temporanea;
-
stabilizzazione definitiva delle fratture di tibia e omero composte o lievemente scomposte (Fratture Diafisarie).
-
Vantaggi: minori complicanze iatrogene.
-
Svantaggi: maggior rischio di ritardo di consolidazione, di pseudoartrosi (i monconi continuano a muoversi e si crea una sorta di “nuova articolazione”, vedi Pseudoartrosi) e di rigidità articolare (tipica del gomito: serve molta fisioterapia e possono restare deficit di movimento).
Stabilizzazione precoce: si è visto che stabilizzare presto le fratture, in particolare del femore, riduce mortalità, complicanze e durata dell’ospedalizzazione. Nell’anziano la frattura segna un “prima” e un “dopo” per il rischio di complicanze, anche mortali.
🔗 Collegamenti
- Classificazione AO delle Fratture — 📋 principi AO
- Riduzione e Stabilità delle Fratture — 🔗 riduzione e stabilità
- Fratture Diafisarie — 💊 indicazioni nelle ossa lunghe
- Ortoplastica — 🔗 principio della biologia e tessuti molli
- Deviazioni Rotatorie nelle Fratture — ⬇️ vizio rotazionale
- Pseudoartrosi — ⬇️ rischio del trattamento conservativo
- Classificazione delle Fratture — ⬆️ determina la scelta
- Diagnosi delle Fratture — ⬆️ passo precedente
- Gesso e Bendaggi — 💊 trattamento incruento
- Trazione Transcheletrica — 💊 misura temporanea
- Mezzi di Sintesi (Osteosintesi) — 💊 trattamento cruento
- Fratture Esposte — 💊 indicazione urgente
- Fratture Articolari — 💊 indicazione chirurgica
- Complicanze delle Fratture — ⬇️ complicanze
- Guarigione delle Fratture — 🔗 stabilità come requisito