Fratture Diafisarie

Ossa lunghe e funzione della diafisi

Le ossa lunghe (in generale omero, femore e tibia) hanno epifisi, metafisi e diafisi con il canale endomidollare. La diafisi:

  • mette in correlazione le due estremità, prossimale e distale;
  • mantiene i corretti rapporti delle inserzioni muscolari.

Per consentire il normale funzionamento dell’arto non è necessario ridurre anatomicamente tutti i frammenti: spesso basta una riduzione funzionale, che ripristini asse, rotazione e lunghezza del segmento e quindi un corretto asse meccanico (vedi Riduzione e Stabilità delle Fratture).

Tolleranza per segmento

  • Diafisi omerale: ben tollerata anche un’importante deviazione assiale; fino a 2 cm di accorciamento danno una disabilità funzionale minima. In Nord America la frattura di omero è trattata in modo incruento. Si può essere ancora più “benevoli” e non puntare alla riduzione anatomica: una leggera differenza di lunghezza non dà problemi.
  • Avambraccio: radio e ulna funzionano come un’articolazione per la prono-supinazione, quindi serve una riduzione anatomica il più precisa possibile. Le fratture di avambraccio vanno trattate come Fratture Articolari: se la riduzione non è perfetta, si perde la prono-supinazione.
  • Tibia: trattabile in modo incruento se composta.
  • Arti inferiori in generale: richiesta una riduzione il più possibile anatomica e una stabilità possibilmente assoluta.

Indicazioni assolute al trattamento chirurgico

  • Life saving (salvare la vita): frattura diafisaria di femore nel politraumatizzato, per il sanguinamento. Va stabilizzata subito, soprattutto se bifemorale, dove la morte come complicanza è più probabile.
  • Limb saving (salvare l’arto): procedure d’emergenza per lesione vascolare, frattura esposta (Fratture Esposte), sindrome compartimentale (Sindrome Compartimentale), fratture scomposte. Serve a evitare l’amputazione.
  • Function saving (salvare la funzione): fratture di avambraccio scomposte nell’adulto. Se non ridotte perfettamente causano un deficit funzionale severo.

Indicazioni relative

  • Fallimento del trattamento conservativo, in qualsiasi segmento.
  • Femore e tibia: oggi si tende di più alla chirurgia, per le condizioni socio-economiche (periodi di immobilizzazione più brevi), le scomposizioni secondarie durante il conservativo e la possibilità di mobilizzare precocemente arto e paziente. Anche nelle fratture bi/trimalleolari composte, trattabili conservativamente, la chirurgia permette di mobilizzare prima la caviglia (Fratture di Caviglia).
  • Omero: si può osare di più. Anche con un po’ di scomposizione, se il paziente non ha l’esigenza di tornare subito al lavoro o di essere performante, si può scegliere il conservativo; esistono tutori per pazienti con basse richieste funzionali o comorbidità.

Riduzione anatomica diretta nelle diafisi

Si apre, si espongono le ossa e si applica una placca, ottenendo stabilità assoluta. Indicazioni:

  • fratture metafisarie a rima semplice;
  • fratture diafisarie dell’omero, in particolare quando è coinvolto il nervo radiale: il paziente arriva in PS con la mano “paralizzata” perché i monconi intrappolano il nervo; si apre e si riduce anatomicamente per liberarlo (vedi Neuropatia Radiale).

Tecniche e mezzi (chiodo, placca, fissatore esterno) in Mezzi di Sintesi (Osteosintesi).

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